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E NOI VERREMO A LUI E PRENDEREMO DIMORA PRESSO DI LUI. GV.  14, 24

 

Trentacinque giorni di tempo per fare e imparare qualcosa di buono.

È questa la durata dell’Avvento-Natale di quest’anno. Appena inizia edè già finito! Si mettono in cantiere tante cose: recite, alberi, casette, presepi, canti, mercatini. Con il rischio, che tutto passi e resti ben poco. Anche i cristiani convinti corrono (corriamo) questo rischio. I bambini pensano ai regali, i preti alle celebrazioni, i commercianti agli affari, i volontari al giudizio della gente. E chi pensa al protagonista? Forse pochi e distrattamente. Uno sguardo e un pensiero fugace.

E allora, ne vale la pena? Cosa resta di questo tempo così veloce e così ambiguo? Nel senso che ci può fare tanto del bene, ma può essere anche la festa dell’ipocrisia. Come fare per non perdere tempo, questo tempo così prezioso? Il tempo, nessuno ce lo restituisce… Suggeriamo, come salvagente, di leggere il Vangelo. Come ha fatto san Francesco, quando ha inventato il presepe: ha letto e applicato il Vangelo! E lasciare che sia Lui a venirci incontro. Pensa a tutto Lui. Tu non devi fare niente. Devi solo togliere le maschere, le ansie e lasciare spazio a Lui nella tua vita. Pensa Lui a fare Avvento e Natale. È Lui che viene tra noi. È Lui che pensa a noi, tranquilli!