In cammino verso l’Ordinazione Episcopale di Mons. Livio Corazza

TRE SEGNI DELL’ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONS. LIVIO

 Sabato, dopo il rito dell’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione è seguita l’unzione crismale del capo di mons. Livio, perché dia fecondità a questo ministero e gli consegna del libro dei Vangeli come impegno nell’annuncio e nella testimonianza. Poi vengono consegnati l’anello, la mitria e il pastorale.

L’anello, che viene messo nel dito anulare della mano destra dell’eletto, è il simbolo, come in una festa di nozze, di un’unione duratura e fedele ed esprime l’unione del Vescovo con la Chiesa e con la sua Diocesi; viene consegnato con queste parole: ricevi l’anello, segno di fedeltà, nell’integrità della fede e nella purezza della vita custodisci la santa Chiesa, sposa di CristoLa mitria, il copricapo che viene usato durante le celebrazioni liturgiche, è il simbolo dell’impegno del Vescovo ad accogliere la grazia di Dio per continuare l’impegnativo e profondo cammino verso la santità; viene imposta all’eletto con queste parole: ricevi la mitria e risplenda in te il fulgore della santità, perché, quando apparirà il Principe dei pastori, tu possa meritare la incorruttibile corona di gloria. Infine il pastorale, che rimanda al bastone con cui i pastori guidano le loro pecore, è il simbolo della missione del vescovo di guida del gregge della Chiesa di Dio che gli viene affidato; viene consegnato all’eletto con queste parole: ricevi il pastorale, segno del tuo ministero di pastore: abbi cura di tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo ti ha posto come vescovo a reggere la Chiesa di Dio.

Chi sono i Vescovi?

I Vescovi sono i successori degli Apostoli. Gesù ha voluto che la missione affidata agli Apostoli durasse sino alla fine dei secoli. Perciò, Gesù ha affidato agli Apostoli il compito di andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo. Gli Apostoli poi si scelsero dei collaboratori nella missione.

Poi, poiché tale missione potesse continuare dopo la loro morte, lasciarono, quasi in testamento, l’incarico a quelli che erano i loro collaboratori immediati, di completare l’opera da essi incominciata. Diedero pure disposizione che quando gli uomini da loro scelti fossero morti, altri uomini subentrassero al loro posto.

Poiché questa successione decorre ininterrotta dalle origini fino ad oggi, i Vescovi sono la pianta che cresce dal seme apostolico.

Il Concilio Vaticano II (1962-1965) conclude cosi a riguardo: «Il Sacro Concilio insegna che ì Vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli quali pastori della Chiesa. Chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e Colui che ha mandato Cristo». (LG 20).

Come avviene il passaggio dagli apostoli ai vescovi? Come si tramanda la missione ?

Come gli Apostoli sono stati ricolmati da Cristo con una speciale effusione dello Spirito Santo disceso su di loro, così loro stessi con l’imposizione delle mani diedero questo dono ai loro collaboratori. Questo oggi avviene nella consacrazione episcopale.

Chi ha scelto mons. Livio come nuovo Vescovo di Forlì-Bertinoro? Papa Francesco.

Perché il Papa? Gesù ha scelto dodici uomini e li ha formati come gruppo stabile con a capo Pietro. I Vescovi, che sono successori degli Apostoli, sono uniti fra loro e hanno a capo il Papa successore di Pietro. E’ capo per manifestare che la Chiesa è «una» in tutto il mondo e non semplicemente un insieme di gruppi che vanno per proprio conto. Il Papa quindi, proprio perché è a capo dell’insieme dei Vescovi (detto “collegio”) nomina i Vescovi di tutto il mondo.

Quali sono i compiti del vescovo?

Come Predicare il Vangelo con autorità è uno dei principali compiti del Vescovo. Il Concilio insegna che i Vescovi sono gli araldi della fede, sono dottori autentici della cattolica verità e vegliano per tenere lontano gli errori che minacciano il Popolo di Dio. Il Concilio inoltre afferma che il Vescovo, quando insegna in comunione col Papa, deve essere ascoltato da tutti con venerazione e religioso rispetto.

Il secondo compito del Vescovo è quello di provvedere il Popolo di Dio dei mezzi della Salvezza, dei quali il principale è l’Eucarestia.

E ha il compito di «governare». L’autorità che ha il Vescovo è per far crescere il proprio gregge nella verità e nella santità. Il Vescovo, nella sua funzione di guida, è come il Buon Pastore che è venuto per servire, non per essere servito. Per questo il Vescovo ascolta e ha cura dei suoi fedeli e li esorta a cooperare con lui. Attorno al Vescovo cresce così la comunità cristiana come segno e strumento della salvezza del mondo. E’ attraverso la Chiesa come comunità viva e concreta che Gesù Cristo raggiunge gli uomini e li genera a una nuova vita e a una nuova mentalità.

Il vescovo Livio andrà a servire la diocesi Forlì-Bertinoro, ma il suo pensiero va a tutta la Chiesa…

Certo. Il Vescovo Livio sarà chiamato a servire una Chiesa particolare o diocesi: ogni Chiesa particolare è «la Chiesa di Cristo» in quanto presente in un luogo determinato, ed è fornita di tutti i mezzi di salvezza che il Signore offre al suo Popolo. Per questo si dice «la Chiesa di Dio che è a Forlì o a Concordia-Pordenone». Si tratta dell’unica Chiesa che è «comunione». Non per niente nei testi antichi la Chiesa porta il nome di AGAPE, comunità di amore. Dall’altra parte quindi la Chiesa di Forlì-Bertinoro come la nostra di Concordia-Pordenone non può rimanere sola, non può vivere una fraternità solo a livello locale, ma deve realizzare anche la comunione con le altre Chiese. Fin dall’antichità questo legame tra le varie Chiese è testimoniato attraverso «lettere di amicizia» tra i Vescovi, scambi di aiuti e informazioni, viaggi e accoglienze di persone. E anche preoccupazione per salvaguardare l’unica fede, gli stessi sacramenti, la stessa disciplina. Per questo, nel corso della storia, si sono sempre fatti incontri di Vescovi a livello regionale, ma in special modo incontri di tutti i Vescovi del mondo. Incontri chiamati «Concili».

22 aprile 2018

DONAZIONE S.E. Mons. Livio Corazza

Mons. Livio ha fatto dono all’Unità Pastorale Concordiese di € 15.000. Questi sono stati destinati in parti uguali (€ 2.500) a: Parrocchia Santo Stefano, Parrocchia San Giuseppe operaio, Parrocchia San Pio X, Scuola dell’Infanzia Santi Martiri, Oratorio Santo Stefano, Casa Alpina di Tramonti. Grazie di cuore mons. Livio!!!

 

15 aprile 2018

Saluti di don Livio

E’ davvero ora di partire. Il vescovo Giuseppe, ha nominato don Enrico Facca, a partire da oggi, Amministratore Parrocchiale delle tre parrocchie, con tutte le facoltà e le responsabilità che questo incarico comporta. Sono certo che svolgerà bene questo incarico e che tutti voi lo aiuterete nel migliore dei modi, in attesa dell’arrivo del nuovo Parroco (a settembre). E’ il momento, per tutti, di guardare avanti con fiducia e serenità. Ringrazio ancora una volta coloro che in questi giorni mi hanno aiutato e sostenuto. Ci rivedremo alla prima comunione dei bambini di Concordia (a Sindacale verrà don Iosif e a Teson don Enrico…). Una nuova pagina inizia per tutti, ma il Signore è sempre con noi. Tanti auguri don Enrico, ringrazio sempre il Signore per la tua presenza di questi anni, come collaboratore intelligente e fedele! Ti auguro di incontrare un cappellano che ti assomigli … Come ringrazio don Pasquale, i sacerdoti collaboratori, i sacrestani di tutti le chiese e chi ha servito i preti in canonica, con pazienza e discrezione: GRAZIE…

 

 

 

 

– Nonostante la pioggia d’inizio giornata (ma il sole è uscito nel momento opportuno…) è stata davvero una grande festa: 15 vescovi, un centinaio di preti; 600 posti a sedere in chiesa (avendo tolto i banchi), altri 300 sotto il tendone; due ore e mezza di celebrazione che è passata in un attimo; una buona copertura televisiva, anche se un guasto ai ripetitori ha impedito la visione in alcune zone (ma è stato possibile rivederla più volte in differita); 400 invitati a pranzo, tra i quali un centinaio di Forlì. E poi il giorno dopo, la prima messa, con la presenza ancora degli oltre 130 cantori dei 7 cori dell’unità pastorale, i chierichetti, i bambini dell’asilo e del catechismo (non molti per la verità … forse preferiscono come orario le 9.30). Insomma molto bene. Ringrazio davvero di cuore, per la grande, convinta partecipazione. Anche per il regalo dell’auto. E’ un dono di chi ha contribuito (tantissimi) senza toccare i bilanci parrocchiali o altro: vi avrei voluto bene lo stesso! E ora continuiamo a mantenerci uniti spiritualmente e riconoscenti nei confronti del Signore che ci ha fatto riscoprire uniti e di famiglia. Grazie ai tanti volontari e associazioni che hanno reso possibile il tutto: GRAZIE CUNCUARDIA!

Per la cronaca erano presenti i vescovi. Giuseppe Pellegrini e Ovidio Poletto; Lino Pizzi di Forlì; Claudio Cipolla di Padova; Matteo Zuppi di Bologna; Douglas Rigattieri di Cesena; Lorenzo Ghizzoni di Ravenna; Ovidio Vezzoli di Fidenza; Andrea Turazzi di San Marino; Carlo Redaelli e Dino De Antoni di Gorizia; Giancarlo Perego di Ferrara; Renato Marangoni di Belluno; Giuseppe Casetta, abate di Vallombrosa. E don Livio….

+ Gli esecutori testamentari dei ANNA MARIA DOSE, rispettando le sue volontà, ci hanno consegnato 15.000,00 € per l’Asilo parrocchiale  e 10.000,00 € per la Parrocchia. Grazie, Anna Maria, ti ricorderemo sempre con la preghiera e una santa messa…

IN CAMMINO VERSO L’ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONS. LIVIO

 

 

Il vescovo Livio andrà a servire la diocesi Forlì-Bertinoro, ma il suo pensiero va a tutta la Chiesa…

Certo. Il Vescovo Livio sarà chiamato a servire una Chiesa particolare o diocesi: ogni Chiesa particolare è «la Chiesa di Cristo» in quanto presente in un luogo determinato, ed è fornita di tutti i mezzi di salvezza che il Signore offre al suo Popolo. Per questo si dice «la Chiesa di Dio che è a Forlì o a Concordia Pordenone». Si tratta dell’unica Chiesa che è «comunione». Non per niente nei testi antichi la Chiesa porta il nome di AGAPE, comunità di amore. Dall’altra parte quindi la Chiesa di Forlì-Bertinoro come la nostra di Concordia-Pordenone non può rimanere sola, non può vivere una fraternità solo a livello locale, ma deve realizzare anche la comunione con le altre Chiese. Fin dall’antichità questo legame tra le varie Chiese è testimoniato attraverso «lettere di amicizia» tra i Vescovi, scambi di aiuti e informazioni, viaggi e accoglienze di persone. E anche preoccupazione per salvaguardare l’unica fede, gli stessi sacramenti, la stessa disciplina. Per questo, nel corso della storia, si sono sempre fatti incontri di Vescovi a livello regionale, ma in special modo incontri di tutti i Vescovi del mondo. Incontri chiamati «Concili».

 

Come avviene il passaggio dagli apostoli ai vescovi? Come si tramanda la missione ?

Come gli Apostoli sono stati ricolmati da Cristo con una speciale effusione dello Spirito Santo disceso su di loro, così loro stessi con l’imposizione delle mani diedero questo dono ai loro collaboratori. Questo oggi avviene nella consacrazione episcopale.

 

Chi ha scelto mons. Livio come nuovo Vescovo di Forlì-Bertinoro? Papa Francesco.

Perché il Papa? Gesù ha scelto dodici uomini e li ha formati come gruppo stabile con a capo Pietro. I Vescovi, che sono successori degli Apostoli, sono uniti fra loro e hanno a capo il Papa successore di Pietro. E’ capo per manifestare che la Chiesa è «una» in tutto il mondo e non semplicemente un insieme di  gruppi che vanno per proprio conto. Il Papa quindi, proprio perché è a capo dell’insieme dei Vescovi (detto “collegio”) nomina i Vescovi di tutto il mondo.

 

Chi sono i Vescovi?

I Vescovi sono i successori degli Apostoli. Gesù ha voluto che la missione affidata agli Apostoli  durasse sino alla fine dei secoli. Perciò, Gesù ha affidato agli Apostoli il compito di andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo. Gli Apostoli poi si scelsero dei collaboratori nella missione.

Poi, poiché tale missione potesse continuare dopo la loro morte, lasciarono, quasi in testamento, l’incarico a quelli che erano i loro collaboratori immediati, di completare l’opera da essi incominciata. Diedero pure disposizione che quando gli uomini da loro scelti fossero morti, altri uomini subentrassero al loro posto.

Poiché questa successione decorre ininterrotta dalle origini fino ad oggi, i Vescovi sono la pianta che cresce dal seme apostolico.

  Il Concilio Vaticano II (1962-1965) conclude cosi a riguardo: «Il Sacro Concilio insegna che ì Vescovi per divina istituzione sono succeduti al posto degli Apostoli   quali pastori della Chiesa. Chi li ascolta, ascolta Cristo, chi li disprezza, disprezza Cristo e Colui che ha mandato Cristo». (LG 20).