DON NATALE

SANTA PASQUA NELLA FORZA DEI “GESTI INUTILI”
Magari gli apostoli stanno dormendo, magari non se ne sono nemmeno accorti. Fatto sta che nessuno, il mattino di Pasqua, si prende la briga di dire a Maria di Magdala e all’altra Maria che andare al sepolcro è perfettamente inutile. Qualunque sia l’intenzione delle due donne, resta evidente una cosa: Gesù è morto. Andare a trovarlo non serve: una grossa pietra chiude il luogo dove il Signore riposa, e davanti alla pietra vigilano le guardie. Il buon senso direbbe che è meglio girare al largo, che è meglio pensare ad altro. Ma le due donne non la pensano così. Le vediamo affrettarsi alle prime luci dell’alba verso il giardino dove hanno deposto il Signore. Il
Vangelo di Marco ci suggerisce questo particolare: portano con sé il necessario per imbalsamare il cadavere, chiedendosi con un po’ di apprensione: «Chi ci rotolerà via la pietra dal sepolcro?». Segno evidente che hanno perso la testa: aromi e profumi serviranno a ben poco,
perché non troveranno nessuno disposto ad aprire la tomba.

Cosa ci vanno a fare?
Vanno al sepolcro, le donne, perché in loro l’amore non si è spento. Vanno per compiere un gesto di pietà, vanno in due, perché nel dolore è bene tenersi compagnia. Vanno per dichiarare la forza di un affetto e di un legame che nemmeno la morte può spezzare. Vanno perché non potranno mai più dimenticare la loro storia di amicizia col Signore. Vanno perché i “gesti inutili” sono i più importanti: i gesti che uno impara a fare solo per amore, senza nessun altro argomento, senza attendere nulla in cambio. È a persone così che viene rivolto l’annuncio della risurrezione. Perfino le parole dell’angelo sembrano dare importanza ai piccoli “gesti inutili”
della vita: «Venite a vedere il luogo dove l’avevano posto». Davvero serve a qualcosa guardare il sepolcro vuoto? Vedere il sepolcro vuoto non è di per sé una prova sufficiente della risurrezione di Gesù. Potrebbero anche averlo portato via, averlo nascosto da qualche parte…
Eppure l’angelo insiste: «Venite, vedete». Le donne hanno bisogno di guardare il vuoto del sepolcro per scoprire la pienezza della vita; il loro inutile sostare davanti alla tomba deserta apre spiragli al vento dello Spirito e alla forza della speranza. Anche se non vedono nulla, e capiscono ancora meno.
E poi l’angelo invita ad andare in Galilea. Altra scelta discutibile, altro viaggio senza senso. Se davvero è risorto perché ci fa andare così lontano – pensano le donne – perché non ci trattiene in Gerusalemme dove potremmo essere più utili, dove c’è più gente da convertire, dove l’annuncio della buona notizia può dotarsi di mezzi migliori? Eppure «là lo vedranno»: su un
monte distante dove arriveranno dopo un lungo cammino.
Sento che in questa Pasqua il Signore mi chiama a gioire per le scintille di risurrezione che brillano nelle “cose inutili” della vita, in quelle che giudico perdenti o di poco valore, in quelle che servono poco nella logica del profitto e dell’avere. Quando ricordo con riconoscenza un bene ricevuto e dico grazie, quando provo a vivere senza dimenticare la tenerezza e la
compassione verso il prossimo sia familiare che estraneo, quando faccio compagnia a qualcuno nel dolore e nella tristezza, quando rivolgo un saluto cordiale al mio vicino di casa e sono sincero nel dirlo, quando so ascoltare con pazienza chi ha bisogno di parlare per sfogarsi un po’, non produco di più, non guadagno di più, non divento più importante. Forse proprio per
questo, proprio perché entro nella logica della gratuità e della speranza, lascio spazio alla notizia della Pasqua nella desolazione che vediamo in noi e attorno a noi in questa nostra società.
Carissimi nell’augurarvi una buona Pasqua voglio richiamare me e voi quei “gesti inutili” che possiamo fare ogni giorno e con i quali possiamo manifestare la gratuità dell’amore di Colui che si è donato a noi perché noi imparassimo donarci agli altri semplicemente, con gesti che sono
così piccoli da sembrare inutili ma solo così la nostra vita si illumina di una luce nuova e bellissima: la luce radiosa di quel mattino di Pasqua in cui anche noi siamo andati a vedere che il sepolcro è vuoto e che Gesù ci precede sulle nostre strade ogni giorno. E se provassimo anche noi, in questa Pasqua, a vivere il Cristo Risorto compiendo i “gesti inutili” della gratuità e dell’amore…
Buona Pasqua
Don Natale