Pellegrinaggi

PELLEGRINI, NON TURISTI

 Tra le varie iniziative del cammino della vita pastorale dell’Unità Pastorale Concordiese quest’anno c’è anche la proposta di tre pellegrinaggi. Il pellegrinaggio è un tipo di percorso spirituale che, attraverso l’incontro con altre realtà e luoghi significativi, accoglie e sperimenta sentimenti, emozioni, riflessioni che alimentano lo spirito e portano verso un cambiamento e una conversione. il pellegrino non è né un vagabondo né un turista, ma una persona che si mette in viaggio avendo una meta dove arrivare e da dove ripartire avendo raccolto il positivo che l’aiuta a vivere nel bene attraverso l’esperienza dell’incontro vissuto. Così dal pellegrinaggio, se è vero, non si ritorna mai come si è partiti, ma arricchiti di quello che abbiamo vissuto. Ecco i tre pellegrinaggi che abbiamo scandito sulle tre virtù teologali.

  1. Il pellegrinaggio della speranza.

E’ il pellegrinaggio alla Madonna di Medjugorje.

Maria è la Madonna della speranza Lei infatti ci guida verso il Figlio suo Gesù che nella sua morte e risurrezione è la vera fonte della nostra speranza. Papa Francesco ha richiamato all’ importante servizio che può avere il pellegrinaggio in questo sperduto paese della Bosnia-Erzegovina per la riscoperta del sacramento della confessione e per l’adorazione eucaristica accompagnati dalla materna sollecitudine di Maria nostra Mamma celeste.

  1. Il pellegrinaggio della carità.

E’ il pellegrinaggio in Romania.

La nostra comunità missionaria ha un legame con la Romania che si fonda sulla solidarietà e sulla carità fraterna. Papa Francesco ha affermato con forza: “Non basta donare, bisogna guardare negli occhi e toccare con mano la “carne” del fratello”. Abbiamo così pensato di vivere questo viaggio in Romania come un vero pellegrinaggio della carità per veder e “toccare” la reale situazione di questi nostri fratelli. Ci guideranno i sacerdoti e le suore che sono punti di riferimento nostro in Romania. L’invito è rivolto agli “operai” del Gruppo Missioni-Caritas, ma anche ai loro famigliari e a coloro che vorranno condividere la gioia di questo servizio della solidarietà.

  1. Il pellegrinaggio della fede.

E’ il pellegrinaggio in Armenia.

L’Armenia è il primo paese che si è convertito al cristianesimo. Poi le vicende storiche lo hanno separato dalla storia dei cristiani cattolici, per cui ora essi sono cristiani separati (il termine giusto è “scismatici”) ma conservano la unica fede del Signore e i sacramenti; solo non hanno avuto la possibilità di partecipare ai Concili Ecumenici e per questo non sono in comunione con la Chiesa cattolica, anche se tra le due chiese c’è un forte legame ecumenico. Il popolo armeno ha poi subito un gande genocidio 100 anni fa’, che ha fatto del popolo armeno un popolo perseguitato per la loro fede cristiana, dei martiri dei nostri giorni che tuttavia hanno conservato la fede, perché come dice Tertulliano: “ll Sangue dei martiri è seme dei cristiani”. La visita a questa nazione e a questo popolo sarà sprone e impegno a vivere la nostra fede con coraggio e con coerenza.

 

Per ulteriori informazioni passare in canonica al mattino. I posti sono assegnati secondo la precedenza dell’iscrizione. Per il pellegrinaggio in Armenia c’è bisogno del passaporto e il pellegrinaggio si farà solo se si raggiuge il numero di almeno 35 partecipanti.

 don Natale

L’UOMO, PELLEGRINO DELL’ASSOLUTO.

LA VITA E’ UNA STRADA

La vita è UNA STRADA. PARTIRE.

Da quando si nasce sempre bisogna partire.

Uscire dal presente, protendersi verso l’avvenire

CAMMINARE.

Non ci si può fermare

perché l’esistenza prosegue.

L’importante è CAMMINARE SULLA STRADA,

anche se faticosa.

Verso la META,

La vita invoca una META,

pena l’apatia, la disperazione, il fallimento.

Il futuro è davanti a noi, invita a CAMMINARE

con speranza.

CRISTO ti si presenta nella vita

come Colui che ti lancia in questa

meravigliosa avventura, ti fa partire.

E’il tuo CAMMINO, la tua META.

CRISTO: VIA, VERITA’, VITA.

Il Cammino del cristiano:

un incontro con Cristo.

Dallo sconforto alla gioia,

dalla paura al coraggio,

dalla sordità all’ascolto,

dalla cecità al riconoscimento,

dalla fuga alla Testimonianza

(ANONIMO)

Nella poesia, i vocaboli ricorrenti sono: STRADA, PARTIRE, CAMMINO, META, che delineano molto bene il concetto di PELLEGRINAGGIO. Per capirci meglio, traduciamo l’astratto nel concreto.

Chi è il PELLEGRINO?

Il PELLEGRINO è colui che CONOSCE BENE la META da raggiungere e CAMMINA SULLA STRADA che CONDUCE A TALE META.

Il contrario del PELLEGRINAGGIO è il VAGABONDAGGIO.

Il VAGABONDO è colui che CAMMINA FUORI STRADA, che VA A ZONZO, SENZA UNA PRECISAMETA da raggiungere.

Il PELLEGRINO, anche se CAMMINA MOLTO ADAGIO, si avvicina comunque alla META. Il VAGABONDO, invece, anche se CORREnon si avvicinerà mai alla META.

E poiché la VITA è UN VIAGGIO CON IL BIGLIETTO DI SOLA ANDATA, SENZA RITORNO, ogni persona è chiamata, con urgenza, a farsi l’esame di coscienza: DOVE STO CAMMINANDO e DOVE STO ANDANDO?…

L’uomo, infatti, non ha su questo pianeta Terra la sua stabile dimora, ma vi soggiorna come straniero e pellegrino.

“ Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura”(Ebr.13,14).

Chi trascura di prendere coscienza o, peggio ancora, chi non vuole prendere coscienza di tale realtà, si pone nel serio rischio di fallire la sua stessa esistenza.

L’uomo non deve mai dimenticare che la vita non se l’è data lui, ma che gli è stata totalmente donata da Dio, tramite i genitori.

E’ stato DIO, CREATORE e PADRE, a progettare l’universo e tutta l’umanità nel suo FIGLIO GESU’ CRISTO: perché EGLI divenisse, mediante la sua INCARNAZIONE e la sua PASQUA, il SALVATORE e ilSIGNORE di tutte le creature.