Pellegrinaggi

L’UOMO, PELLEGRINO DELL’ASSOLUTO.

LA VITA E’ UNA STRADA

La vita è UNA STRADA. PARTIRE.

Da quando si nasce sempre bisogna partire.

Uscire dal presente, protendersi verso l’avvenire

CAMMINARE.

Non ci si può fermare

perché l’esistenza prosegue.

L’importante è CAMMINARE SULLA STRADA,

anche se faticosa.

Verso la META,

La vita invoca una META,

pena l’apatia, la disperazione, il fallimento.

Il futuro è davanti a noi, invita a CAMMINARE

con speranza.

CRISTO ti si presenta nella vita

come Colui che ti lancia in questa

meravigliosa avventura, ti fa partire.

E’il tuo CAMMINO, la tua META.

CRISTO: VIA, VERITA’, VITA.

Il Cammino del cristiano:

un incontro con Cristo.

Dallo sconforto alla gioia,

dalla paura al coraggio,

dalla sordità all’ascolto,

dalla cecità al riconoscimento,

dalla fuga alla Testimonianza

(ANONIMO)

Nella poesia, i vocaboli ricorrenti sono: STRADA, PARTIRE, CAMMINO, META, che delineano molto bene il concetto di PELLEGRINAGGIO. Per capirci meglio, traduciamo l’astratto nel concreto.

Chi è il PELLEGRINO?

Il PELLEGRINO è colui che CONOSCE BENE la META da raggiungere e CAMMINA SULLA STRADA che CONDUCE A TALE META.

Il contrario del PELLEGRINAGGIO è il VAGABONDAGGIO.

Il VAGABONDO è colui che CAMMINA FUORI STRADA, che VA A ZONZO, SENZA UNA PRECISAMETA da raggiungere.

Il PELLEGRINO, anche se CAMMINA MOLTO ADAGIO, si avvicina comunque alla META. Il VAGABONDO, invece, anche se CORREnon si avvicinerà mai alla META.

E poiché la VITA è UN VIAGGIO CON IL BIGLIETTO DI SOLA ANDATA, SENZA RITORNO, ogni persona è chiamata, con urgenza, a farsi l’esame di coscienza: DOVE STO CAMMINANDO e DOVE STO ANDANDO?…

L’uomo, infatti, non ha su questo pianeta Terra la sua stabile dimora, ma vi soggiorna come straniero e pellegrino.

“ Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura”(Ebr.13,14).

Chi trascura di prendere coscienza o, peggio ancora, chi non vuole prendere coscienza di tale realtà, si pone nel serio rischio di fallire la sua stessa esistenza.

L’uomo non deve mai dimenticare che la vita non se l’è data lui, ma che gli è stata totalmente donata da Dio, tramite i genitori.

E’ stato DIO, CREATORE e PADRE, a progettare l’universo e tutta l’umanità nel suo FIGLIO GESU’ CRISTO: perché EGLI divenisse, mediante la sua INCARNAZIONE e la sua PASQUA, il SALVATORE e ilSIGNORE di tutte le creature.