New Print Editore, maggio 2015; pagine 108, formato 10 x 20 cm.
(reperibile nelle librerie ed edicole del territorio)
Il Culto dei santi Martiri Concordiesi è stato custodito e coltivato dalla comunità di Concordia lungo tutta l’epoca moderna. La fede nell’acqua miracolosa era diffusa non solo a livello locale ma anche nei territori della serenissima e del Friuli. Oggi i santi Martiri sono compratoni della Diocesi di Concordia Pordenone ma la loro memoria sta sbiadendo soprattutto presso le nuove generazioni che non si stupiscono più difronte alle tremende sofferenze sopportate da questi nostri primi fratelli e dalla tenace resistenza dimostrata. Soprattutto i cristiani del 2000 non credono più nei miracoli e così anche questo aspetto del culto dei Martiri così importante per secoli è considerato alla stregua di una leggenda.
Fortunato Mior, con questo libro, riporta alla memoria collettiva la devozione alle reliquie dei Santi Martiri. Il saggio, composto di capitoli brevi ma esaustivi che saranno letti agevolmente anche dai lettori meno allenati, ripercorre l’inchiesta per la conferma della veridicità del miracolo avvenuto a Venezia nel 1805. Il 21 giugno 1805, agonizzante ormai da giorni, la sedicenne Elena Savorgnan riceve alcune gocce dell’acqua miracolosa dei santi Martiri concordiesi e guarisce istantaneamente dalla tisi polmonare che l’aveva condotta ormai sul letto di morte. La rigorosa inchiesta che ne seguì confermò l’eccezionalità del fatto con un Decreto emanato dalla Curia capitolare di Venezia il 1° dicembre 1806.
A Mior il merito di aver riportato alla luce questa importante testimonianza, a noi il compito di rafforzare la nostra fede anche grazie all’esempio di chi credette nell’intercessione dei nostri santi.
