Letture della domenica

Anno 22° N. 25 – DOMENICA 17 MAGGIO 2026

ASCENSIONE DEL SIGNORE – ANNO A

«Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

Ascensione: finito il tempo del pane e del pesce attorno al fuoco sulla riva del lago. Finito il tempo dei nomi pronunciati uno per uno, che sulle sue labbra parevano bruciare. L’ascensione è la festa di Lui diversamente presente: Gesù non è andato lontano, ma avanti e nel profondo; non oltre le nubi ma oltre le forme. Se prima era con i discepoli, ora sarà dentro di loro. L’ultimo suo appuntamento è nella Galilea degli inizi, hanno camminato insieme per tre anni; e se non hanno capito molto, lo hanno però molto amato. E ci sono tutti all’appuntamento sull’ultima montagna. «Andate!». Si è appena fatto trovare e subito li invita a partire, li spinge a pensare in grande, a guardare lontano: apre il mondo, cancella frontiere, li manda a immergersi nell’umano innumerevole. «Battezzate»: immergete ogni vita nell’oceano di Dio, che sia sommersa e sollevata dalla sua onda mite e possente… Cosa devono fare i discepoli? Dare agli uomini l’esperienza e la coscienza che sono immersi in un oceano d’amore, e non se ne rendono conto. «Andate!». Per arruolare devoti? Per far crescere i numeri del gruppo? Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, “insegnate a vivere bene” (S. Bernardo), mostrate il mestiere del vivere buono, così come l’avete visto da me. «Fate discepoli tutti i popoli»: Gesù non dà l’ordine di indottrinare il mondo. Il termine “discepolo” nella sua etimologia significa colui che impara, “l’imparante”. «Fate discepoli» vuol dire allargate le menti delle persone, insegnate loro ad essere gli imparanti,, coloro che non smettono mai di apprendere e di accogliere. «Alcuni però dubitavano»: Gesù lascia sulla terra quasi niente: un gruppetto di undici uomini impauriti, confusi, che dubitano ancora, e un nucleo di donne coraggiose e fedeli. Se ne va, compiendo un atto di enorme fiducia: affida la sua verità a gente che dubita, mostra la strada per i confini del mondo a gente che zoppica. Grande Gesù, che non si pone come uno che ti risolve i problemi, ma come colui che offre orizzonti, che fa più grande la vita. Ma non li lascia soli con i loro limiti: «io sono con voi tutti i giorni» fino alla fine del mondo. Tu lo puoi anche mollare, ma lui non ti molla mai. Ha intriso di Dio il mondo, e ne ha impregnato anche la tua vita; il mondo e tu ne siete battezzati. Se solo io fossi capace di sentire e godere questo, camminerei sulla terra con passo di danza come dentro un battesimo infinito.                                                                                                       

Padre Ermes Ronchi

Prima Lettura

Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Ascensione del Signore | Innamorati di Maria

Dagli Atti degli Apostoli
At 1,1-11

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 46 (47)

R. Ascende il Signore tra canti di gioia.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. R.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. R.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. R.

Seconda Lettura

Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni
Ef 1,17-23

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo. (Mt 28,19a.20b)

Alleluia.

Vangelo

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28,16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore.

PER APPROFONDIRE

FESTA DEA SENSA E DEA BRÒNDUA

Concordia Sagittaria, maggio 2026, torna la Festa dea Sensa e dea Bròndua, un appuntamento che unisce gastronomia, tradizione e valorizzazione dei prodotti tipici del territorio. Cene nei ristoranti e cicchetti in vari locali. Protagonista assoluta è la bròndua, un insaccato tipico locale, simile a un salame morbido e speziato, preparato con carne suina macinata e aromi. Viene tradizionalmente consumata cotta o scottata, spesso accompagnata da polenta, oppure utilizzata come base per sughi e piatti rustici della cucina veneta. È un prodotto che racconta la cultura contadina e le tecniche di lavorazione tramandate nel tempo.

La bròndua (o lingual) è un insaccato tipico della tradizione contadina di Concordia Sagittaria, composto da lingua e carne di maiale macinata, aromatizzato con chiodi di garofano, cannella e aglio. Legato storicamente alla Repubblica di Venezia, si consuma tradizionalmente caldo a fette, in particolare durante la Festa dea Sensa (Ascensione).

  • Tradizione: La bròndua è la protagonista gastronomica della “Festa dea Sensa” (celebrata nei ristoranti locali con menu dedicati).
  • Preparazione: L’insaccato va bollito per 3-4 ore, cambiando l’acqua un paio di volte.
  • Consumo: Servita calda a fette, spesso accompagnata da salsa cren (rafano).
  • Eventi: La Pro Loco di Concordia Sagittaria organizza il “Gran Galà dea Bròndua” e promuove la sua storia anche attraverso fumetti nelle scuole primarie.
  • Origini: Risale all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia.
  • Otto spicchi: il numero otto è un richiamo religioso perché il giorno ottavo è il giorno che ricorda la risurrezione del Signore e prepara così con il giorno dell’Asensione del Signore all’invio dello Spirito Santo secondo la promessa di Gesù che dice: “Non vi lascerò orfani; tornerò da voi… ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto”.
  • Un detto locale recita: “Chi no magna a bròndua el dì dea Sensa, n’altro an resta sensa”.

Ho ripreso questo post sulla brondua perché ormai quasi ogni argomento viene introdotto e qualificato con l’apporto di un riferimento culinario. 

Ma ritornando alla Ascensione di Gesù al cielo ricordiamo che non è un addio, ma l’inizio della azione missionaria della chiesa. Gesù torna al Padre, inaugurando la sua presenza in una forma nuova: non più fisica e limitata, ma universale. I discepoli sono inviati a proclamare il Vangelo, testimoniando la conversione e il perdono a tutte le genti. 

Punti chiave di questa festa per noi:

  • Non un abbandono, ma una nuova presenza: Gesù sale al Cielo per non essere più limitato dallo spazio e dal tempo, diventando vicino a ogni uomo in ogni luogo.
  • Mandato missionario: Il brano del Vangelo insiste sull’andare in tutto il mondo. La missione è uscire dai nostri spazi ristretti, superando chiusure per incontrare ogni cultura, testimoniando con la propria vita la fede.
  • Segni di credibilità: I credenti sono chiamati a essere “sale della terra” e “luce del mondo” operando il bene e liberazioni dal male con segni della salvezza.
  • Unità tra fede e vita: Non basta credere, la missione richiede coerenza (“ortoprassi”) tra ciò che si annuncia e le opere concrete che si compiono.
  • L’inizio della Chiesa: L’Ascensione è la festa che segna il passaggio dal tempo di Gesù al tempo della Chiesa, sostenuta dalla Parola e dai segni. 
  • Quella sera il Signore ha dichiarato ai suoi amici che anche loro erano pronti a diventare dimora del suo stesso Spirito, della sua forza per scegliere, decidere, amare. Che era giunto il momento di diventare cristiani chiamati a percorrere le medesime strade di libertà solcate e calcate da Gesù.

don Natale