Letture della domenica

Anno 22° N. 36 – DOMENICA 02/08/2026

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

«Voi stessi date loro da mangiare»

Vangelo del pane che trabocca dalle mani, dalle ceste. Raccontato per ben sei volte dai Vangeli, carico di promesse e profezia. Gesù vide la grande folla, sentì compassione di loro e curò i loro malati. Tre verbi rivelatori (vide, sentì, curò) che aprono finestre sui sentimenti di Gesù, sul suo mondo interiore. Vide una grande folla, il suo sguardo non scivola via sopra le persone, ma si posa sui singoli, li vede ad uno ad uno. Per lui guardare e amare sono la stessa cosa. E la prima cosa che vede alzarsi da tutta quella gente e che lo raggiunge al cuore è la loro sofferenza: e sentì compassione per loro. Gesù prova dolore per il dolore dell’uomo, è ferito dalle ferite di chi ha davanti, ed è questo che gli fa cambiare i programmi: voleva andarsene in un luogo deserto, ma ora chi detta l’agenda è il dolore dell’uomo, e Gesù si immerge nel tumulto della folla, risucchiato dal vortice della vita dolente. Primo viene il dolore. Il più importante è chi patisce: nella carne, nello spirito, nel cuore. E dalla compassione fioriscono miracoli: guarì i loro malati. Il luogo è deserto, è ormai tardi, questa gente deve mangiare… I discepoli alla scuola di Gesù sono diventati sensibili e attenti, si prendono a cuore le persone. Gesù però fa di più: mostra l’immagine materna di Dio che raccoglie, nutre e alimenta ogni vita, e incalza i suoi: Voi stessi date loro… Le emozioni devono diventare comportamenti, i sentimenti maturare in gesti. Date da mangiare: «La religione non esiste solo per preparare le anime per il cielo: sappiamo che Dio desidera la felicità dei suoi figli anche su questa terra» (EG 182). Dacci il pane noi invochiamo, donate ribatte Lui. Una religione che non si occupi anche della fame è sterile come la polvere. Il miracolo del pane è raccontato come una questione di mani. Un moltiplicarsi di mani, più che di pane. Che passa di mano in mano: dai discepoli a Gesù, da lui ai discepoli, dai discepoli alla folla. Allora apri le tue mani. Qualunque sia il pane che tu puoi donare, non trattenerlo, apri il pugno chiuso. Imita il germoglio che si schiude, il seme che si spacca, la nuvola che sparge il suo contenuto. Che diritto hanno i cinquemila di ricevere pane e pesce? L’unico loro titolo è la fame. E il pane di Dio, quello delle nostre eucaristie, non impoveriamolo mai all’alternativa meschina tra pane meritato o pane proibito: esso è il pane donato, con lo slancio della divina compassione. Pane gioioso e immeritato, per i cinquemila quella sera sulla riva del lago, per tutti noi sulla riva di ogni nostra notte.   

Padre Ermes Ronchi

Prima Lettura

Venite e mangiate.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 55,1-3

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite; 
comprate e mangiate; venite, comprate 
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane, 
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me, 
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, 
i favori assicurati a Davide».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)

R. Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente. R.
 
Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità. R.

Seconda Lettura

Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,35.37-39

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. 

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)

Alleluia.

Vangelo

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 14,13-21


In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore.

PER APPROFONDIRE

QUALE PARROCCHIA PER QUALE FEDE?

Don Natale mi passa il testimone per questa pagina di Canta e Cammina. Allora cominciamo il nuovo cammino con Concordia!

Al cambio del parroco la parrocchia si anima sempre di rimpianti e aspettative. E tutti cercano di capire come sarà il “nuovo” che arriva. Ci scopriremo un po’ alla volta!

Il parroco è a servizio della comunità per sostenerne l’identità e la missione, che nella nostra epoca in continuo cambiamento, non si possono più dare per scontate. Cosa ci caratterizza, oggi, come cristiani? Come si deve vivere concretamente la nostra fede? Come vivere la dimensione comunitaria, necessaria alla nostra fede, in un contesto molto frammentato e dove l’istituzione Chiesa perde rilevanza?

Penso che il faro del Concilio Vaticano II sia ancora attualissimo, almeno richiamando le quattro Costituzioni:

  1. La Chiesa è popolo di Dio che cammina nel tempo sotto la guida dello Spirito Santo. La dignità di ciascuno è legata al Battesimo ricevuto che ci costituisce come corpo unito a Cristo, chiamato a proseguire la sua missione evangelizzatrice. Lumen Gentium 
  2. La Parola di Dio, accolta, meditata, pregata, è il primo nutrimento della fede, personale e comunitaria. Dei Verbum
  3. La fede celebrata nella Liturgia vive l’incontro con il “mistero” di Dio, un incontro sempre rinnovato dal Suo amore che ci introduce oggi nel kairòs. Sacrosanctum Concilium
  4. Il popolo di Dio vive e cammina nel mondo, condividendo le gioie e le fatiche della nostra umanità, chiamato ad essere fermento di speranza per tutti. Gaudium et Spes

Mi pare che il programma-base del parroco sia definito: animare e consolidare una comunità vivace e unita, offrendo opportunità per approfondire la conoscenza e la familiarità con la Parola, curando la dignità e l’intensità delle celebrazioni liturgiche e attenti al territorio per comprenderne le dinamiche più profonde e condividere una autentica passione per la vita delle persone, particolarmente quelle che attraversano difficoltà importanti.

Conservare o rinnovare? Recuperare le nostre tradizioni o essere creativi, originali? Non è qualcosa che si scelga a priori … Gesù ha incontrato le persone e ha seminato la gioia del suo amore provocando conversioni, cambiamenti di vita, speranza, fiducia, impegno, sacrificio … La nostra missione non è cambiata: se siamo cristiani, abbiamo incontrato Gesù in un modo così meraviglioso che non possiamo più fare a meno di Lui. E siamo convinti che Gesù è la risposta più bella alle sfide della vita di ciascuno, per questo continuiamo a proporlo a tutti!

Il contributo di ciascuno sarà prezioso nella misura in cui costruirà comunione. Le sfide sono tante, le attività anche … se la parrocchia è “nostra”, con l’aiuto dello Spirito Santo vedremo belle cose!

don Lorenzo