Letture della domenica

Anno 20° N. 28 – DOMENICA 9 GIUGNO 2024

X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

 

“Chi fa la volontà di Dio per me è fratello”

Il Vangelo di questa domenica (cfr Mc 3,20-35) ci mostra due tipi di incomprensione che Gesù ha dovuto affrontare. Nella prima alcuni scribi vengono mandati da Gerusalemme in Galilea, dove la fama di Gesù cominciava a diffondersi, per screditarlo agli occhi della gente. Arrivano con un’accusa precisa e terribile: «Costui è posseduto da Beelzebul e scaccia i demoni per mezzo del capo dei demoni» (v. 22). Infatti Gesù guariva molti malati, e loro vogliono far credere che lo faccia non con lo Spirito di Dio, ma con quello del Maligno. Gesù reagisce con parole forti e chiare, non tollera questo, perché quegli scribi, forse senza accorgersene, stanno cadendo nel peccato più grave: negare e bestemmiare l’Amore di Dio che è presente e opera in Gesù. E la bestemmia, il peccato contro lo Spirito Santo, è l’unico peccato imperdonabile, perché parte da una chiusura del cuore alla misericordia di Dio che agisce in Gesù. Ma questo episodio contiene un ammonimento che serve a tutti noi. Infatti, può capitare che una forte invidia per la bontà e per le opere buone di una persona possa spingere ad accusarla falsamente. Siate attenti, perché questo atteggiamento distrugge le famiglie, le amicizie, le comunità e perfino la società. Il Vangelo di oggi ci parla anche di un’altra incomprensione, molto diversa, nei confronti di Gesù: quella dei suoi familiari. Questi erano preoccupati. Infatti, Egli si mostrava così disponibile per la gente, soprattutto per i malati e i peccatori, al punto da non avere più nemmeno il tempo di mangiare. I suoi familiari, dunque, decidono di riportarlo a Nazareth, a casa. Arrivano nel posto dove Gesù sta predicando e lo mandano a chiamare. Gli viene detto: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano» (v. 32). Egli risponde: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?», e guardando le persone che stavano intorno a Lui per ascoltarlo aggiunge: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (vv. 33-34). Gesù ha formato una nuova famiglia, non più basata sui legami naturali, ma sulla fede in Lui, sul suo amore che ci accoglie e ci unisce tra noi, nello Spirito Santo. Quella risposta di Gesù non è una mancanza di rispetto verso sua madre e i suoi familiari. Anzi, per Maria è il più grande riconoscimento, perché proprio lei è la perfetta discepola che ha obbedito in tutto alla volontà di Dio.                                                               

    Papa Francesco

Prima Lettura

Porrò inimicizia tra la tua stirpe e la stirpe della donna.

Dal libro della Gènesi
Gn 3,9-15
 
[Dopo che l’uomo ebbe mangiato del frutto dell’albero,] il Signore Dio lo chiamò e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?». Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».
Allora il Signore Dio disse al serpente:
«Poiché hai fatto questo,
maledetto tu fra tutto il bestiame
e fra tutti gli animali selvatici!
Sul tuo ventre camminerai
e polvere mangerai
per tutti i giorni della tua vita.
Io porrò inimicizia fra te e la donna,
fra la tua stirpe e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 129 (130)

R. Il Signore è bontà e misericordia.

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. R.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. R.

Io spero, Signore;
spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. R.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe. R.

Seconda Lettura

Crediamo, perciò parliamo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
2Cor 4,13-5,1
 
Fratelli, animati da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, faccia abbondare l’inno di ringraziamento, per la gloria di Dio.
Per questo non ci scoraggiamo, ma, se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo, quello interiore invece si rinnova di giorno in giorno. Infatti il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria: noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.
Sappiamo infatti che, quando sarà distrutta la nostra dimora terrena, che è come una tenda, riceveremo da Dio un’abitazione, una dimora non costruita da mani d’uomo, eterna, nei cieli.

Parola di Dio.

PER APPROFONDIRE

GREST E CAMPI ESTIVI SI VA AD INCOMINCIARE

Si dice GREST e già si accendono da una parte ricordi bellissimi della propria infanzia e dall’altra attese e speranze di cose belle, di giochi, di incontri e di stare assieme a tanti amici e anche uno stare insieme avendo Gesù per amico

CHE COS’È IL GREST

La parola Grest sta per Gruppo Estivo o anche Grande Estate. Nella intenzione degli organizzatori, nel nostro caso: la parrocchia, il circolo noi e l’oratorio con tanti collaboratori ragazzi che si chiamano animatori e volontari adulti per i laboratori, è un’esperienza che si svolge nel primo periodo dell’estate, è un momento di crescita rivolto ai ragazzi e ai bambini delle elementari e delle medie che, insieme ai preti e a un gruppo di animatori, promuove un’esperienza significativa di vita e di amicizia insieme a Gesù. Un significato che non può essere facilmente spiegato ma deve essere per forza vissuto! Per chi prepara il Grest è un momento di crescita personale e soprattutto un modo per mettersi al servizio del prossimo, e per le famiglie venga colto come un’occasione per crescere insieme e non come un “parcheggio”.

CHE COSA SI FA AL GREST

Il Grest, della durata di 2 settimane, vedrà i ragazzi coinvolti in diverse attività: ai ragazzi verranno quotidianamente proposti momenti di riflessione, di laboratori e giochi a squadra, che daranno loro non solo la possibilità di divertirsi, ma anche quella di manifestare la loro vivacità nel rispetto delle regole e dei compagni di gioco. Tutto il Grest verrà vissuto sullo sfondo di una storia, che li guiderà a conoscere e seguire Gesù, che non disdegna di giocare e divertirsi con loro!

CHI SONO I PROTAGONISTI DEL GREST

Protagonisti primi sono i bambini e i ragazzi. È un servizio che viene offerto a loro prima di tutto e subito dopo alle famiglie che per alcune ore della giornata sanno che i loro figli sono impegnati a fare cose belle a imparare a divertirsi stando insieme in armonia e amicizia con i loro coetanei.

Protagonisti, che si giocano in prima persona, sono poi quelli che chiamiamo animatori. Essi sin da ottobre, per gruppi hanno organizzato al meglio tutti i momenti del GREST, le attività sono ideate dagli animatori stessi. Sostegno e gruppo solido del Grest sono i preti e gli adulti che collaborano nelle varie attività portando il loro contributo di sapienza, di esperienza e soprattutto di amore gioioso nell’educare e fare crescere le nuove generazioni con il duplice entusiasmo di seguire Gesù e volere il bene del prossimo.

A CHI FA’ BENE IL GREST

IL GREST fa bene agli animatori, prima di tutto, è una occasione per imparare a mettersi a servizio completamente ai bambini: nell’organizzazione, nel gioco, nella preghiera. Gli animatori imparano a lavorare insieme gratuitamente, a mettere a frutto le loro capacità e le loro qualità. Il GREST è una scuola di pazienza, di coraggio nel buttarsi a fare, di sacrificio nella fatica e poi di tanto divertimento. Infatti quanto alla fine si “chiude” ci si accorge di avere molta più “roba” di quando ci si era messi in gioco e si capisce che riceviamo più di quanto non siamo stati in grado di donare.

I VOCABOLI DEL GREST

LA GRATUITÀ: nessuno degli animatori è pagato neanche quelli che vengono ai campi estivi i quali sono chiamati a dare un simbolico contributo economico per mantenere le spese. Chiamati a fare anche i servizi più nascosti quelli che vede solo il Signore, senza la pretesa che alcuno ci dica grazie.

LA SERENITA’: importante è non litigare tra animatori o peggio con i bambini, invece ci si aiuta a vicenda e se c’è qualcosa da aggiustare se ne parla a chi di dovere. Gli animatori per i bambini sono una specie di modello da imitare per questo bisogna che si sia un modello buono.

L’ORDINE: non si spreca il materiale, bisogna essere ordinati anche nel portamento e con una certa decenza anche nel vestire. Per essere efficienti bisogna calcolare bene i tempi del riposo notturno e per non arrivare già stanchi e sonnolenti al GREST al mattino.

LA PREGHIERA: accompagna la nostra giornata, così gli animatori, gli adulti dei laboratori, i genitori e i famigliari si uniscono alla preghiera con la quale iniziamo il GREST di ogni giorno perché nel nome del Signore tutto inizi e si concluda sotto la sua protezione.

UN GRANDE GRAZIE a tutti coloro che con don Daniele e don Marco e il seminarista Lorenzo, suor Cristina e suor Michela si uniscono per questa stupenda avventura per la crescita umana e cristiana di tutti.

ACCENDIAMO UN GRANDE SORRISO E NON SI SPENGA MAI SUL VOLTO DI TUTTI.

don Natale