Dal Corriere della Sera: “essere laici non significa negare la religione”

DAL CORRIERE DELLA SERA, Milano, 28 novembre 2015 – 07:42

Essere laici non significa
negare la religione

di Antonio Polito

«Un concerto di canti religiosi a Natale, dopo quello che è successo a Parigi, sarebbe stata una provocazione pericolosa». Lo ha detto il preside dell’istituto Garofani di Rozzano, e meno male che la sua autorità si ferma alle porte della scuola, perché se fosse diventato sindaco (è stato candidato di una lista civica) chissà che altro avrebbe potuto proibire per evitare provocazioni: tutte queste donne a capo scoperto, per esempio; o il rock, musica satanica; o lo spudorato consumo di alcol in pubblico.

Pur essendo favorevoli all’idea di dare più poteri ai presidi nelle scuole, dobbiamo confessare che ieri abbiamo vacillato di fronte a questa performance. Purtroppo, spesso per pura ignoranza, c’è chi in Italia confonde l’obbligo alla laicità del nostro sistema educativo con la negazione della religione. Il nostro preside, che gestisce una scuola in cui il 20% degli studenti è straniero, ritiene che il suo compito sia quello di nascondere ai genitori musulmani che il restante 80% è fatto da cristiani.

Invece di promuovere un dialogo, per esempio spiegando ai bimbi cristiani in che cosa consista il credo dei loro compagni di banco islamici e viceversa, il preside promuove il silenzio, la censura, estesa fino al canto di Natale (c’è un istituto a Fonte Nuova, in provincia di Roma, dove hanno addirittura fatto sparire il bambinello dal presepe). In compenso la scuola di Rozzano trabocca di alberi di Natale e di Babbi Natale, quasi come a dire che far festa si può, ma senza religione.

Il guaio è che il 25 dicembre, per quanto multietnici vogliamo diventare, si celebra la nascita di un personaggio storico chiamato Gesù Cristo. Che tra l’altro, è rispettato e venerato anche dalla religione islamica, come potrebbero spiegare tutti i genitori musulmani che ieri, intervistati davanti alla scuola, hanno tenuto a precisare che non si sarebbero sentiti neanche lontanamente offesi da Tu scendi dalle stelle . Dunque, cari presidi italiani, sinite parvulos

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28 novembre – Giovani verso la GMG

Ore 15.30, in preparazione alla GMG, ritrovo dei giovani al Ponte rosso per ricevere dai giovani di Portogruaro la croce di san Damiano e la statua della Madonna di Loreto, ore 16.00 incontro di preghiera in cattedrale.

28 novembre – Colletta alimentare

19^ GIORNATA NAZIONALE
DELLA COLLETTA ALIMENTARE

XIX^Gionata naz della Colletta Alimentare: Condividere i bisogni per  condividere la vita. Si raccolgono generi alimentari e altro a favore di chi ha più bisogno e che saranno distribuiti durante l’anno anche dalle nostre Caritas. Negozi:  Interspar – Prix- Coop s. Stefano; CRAI: di Cavanella, Da Arturo e Da Geromin.

CONDIVIDERE I BISOGNI
PER CONDIVIDERE IL SENSO DELLA VITA

«LA FAME OGGI HA ASSUNTO LE DIMENSIONI DI UN VERO “SCANDALO” CHE MINACCIA LA VITA E LA DIGNITÀ DI TANTE PERSONE. OGNI GIORNO DOBBIAMO CONFRONTARCI CON QUESTA INGIUSTIZIA, MI PERMETTO DI PIÙ, CON QUESTO PECCATO […]. NON POSSIAMO COMPIERE UN MIRACOLO COME L’HA FATTO GESÙ; TUTTAVIA POSSIAMO FARE QUALCOSA, DI FRONTE ALL’EMERGENZA DELLA FAME, QUALCOSA DI UMILE, E CHE HA ANCHE LA FORZA DI UN MIRACOLO. PRIMA DI TUTTO POSSIAMO EDUCARCI ALL’UMANITÀ, A RICONOSCERE L’UMANITÀ PRESENTE IN OGNI PERSONA, BISOGNOSA DI TUTTO. CONTINUATE CON FIDUCIA QUESTA OPERA, ATTUANDO LA CULTURA DELL’INCONTRO E DELLA CONDIVISIONE. […] CONDIVIDERE CIÒ CHE ABBIAMO CON COLORO CHE NON HANNO I MEZZI PER SODDISFARE UN BISOGNO COSÌ PRIMARIO, CI EDUCA A QUELLA CARITÀ CHE È UN DONO TRABOCCANTE DI PASSIONE PER LA VITA DEI POVERI.»

– PAPA FRANCESCO, UDIENZA DEL 3 OTTOBRE 2015, IN AULA PAOLO VI, CON IL BANCO ALIMENTARE –

GRATI PER QUANTO IL SANTO PADRE CI HA DETTO E DESIDEROSI DI FARNE ESPERIENZA, TI INVITIAMO A VIVERE CON NOI LA COLLETTA ALIMENTARE.

23 novembre – Formazione per gli adulti

Lunedì, terzo appuntamento di formazione proposto a tutti gli adulti a pochi giorni dall’inizio del Giubileo.  Avremo con noi tutti i Delegati diocesani che hanno partecipato al convegno ecclesiale. Il convegno è stato una grande occasione, incoraggiati dal Papa, a rinnovare l’impegno di diffondere il vangelo in Italia.

Il Sinodo sulla famiglia, che si è concluso da un mese, ha offerto tanti spunti e orientamenti in attesa delle decisioni finali affidate a Papa Francesco. Don Fabio, della Commissione famiglia, ci dirà le novità che possiamo attenderci …

22 novembre – 50° di professione di Suor Marina

Un augurio e un grazie grande a suor Marina per i suoi 50 anni di professione religiosa. Siamo contenti che sia tra noi e gli auguriamo di continuare a trovarsi bene.

Guarda spesso il Paradiso e pensa che a quello dobbiamo tendere e che non c’è altra strada per conseguirlo se non la pratica delle sante virtù!

San Luigi Scrosoppi

22 novembre – Giornata del seminario

Abbiamo la fortuna di avere con noi seminaristi che ci racconteranno della loro esperienza, Paolo e Thomas, durante le sante messe. Pregheremo per loro, per tutti i seminaristi e gli educatori e, con generosità, sosteniamo il Seminario Vescovile. Preghiamo perché le famiglie cristiane favoriscano le vocazioni sacerdotali e religiose.

Convegno di Firenze

Dopo Roma (1976), Loreto (1985), Palermo (1995) e Verona (2006), la chiesa italiana si è ritrovata in convegno nazionale per la quinta volta nella sua storia, ospite dell’arcidiocesi di Firenze, nei giorni dal 9 al 13 novembre.

I numeri dicono che eravamo 2246 delegati provenienti dalle 226 diocesi italiane.

È stato incoraggiante vedere la passione per la chiesa da parte di tanti fratelli e sorelle, così come condividere l’entusiasmo con cui i fiorentini hanno accolto il papa allo stadio.  Soprattutto, è stato rassicurante incontrare e ascoltare Papa Francesco, che è venuto a trovarci e ci ha confidato il suo sogno: Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà. L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura”.

Siamo anche stati positivamente colpiti dalla fantasia degli organizzatori, che ogni volta ci sorprende; siamo stati divisi in cinque ambiti, cioè nelle 5 vie dalle quali partire per la costruzione di una umanità nuova, non 5 semplici parole indefinite o vaghe ma 5 verbi che rappresentano altrettante azioni concrete: uscire, annunciare, abitare, educare e trasfigurare. Suddivisi ulteriormente in gruppi da 10, siamo stati più di 6 ore ad individuare proposte per un nuovo cammino di chiesa.

Ad essere sinceri, ci siamo anche lamentati di qualche sbavatura, cose che alcuni non hanno approvato: tra esse, ad esempio, le liturgie non molto significative, oppure diverse conclusioni lasciate sospese, senza la richiesta di un voto di approvazione delle sintesi finali, così come dovrebbe essere nello stile sinodale continuamente evocato. Personalmente mi conferma sulla necessità di collegare questi convegni (che ritengo ancora utili per il cammino della chiesa) allo strumento di partecipazione quali sono i consigli pastorali parrocchiali e diocesani …

In tutti, comunque, era ben presente e radicata la consapevolezza che non era uno scherzo la sfida che ci eravamo dati come chiesa: costruire un uomo nuovo, sull’esempio dell’umanità di Gesù. Firenze, e la sua storia di umanesimo cercato e trovato, ci hanno in questo incoraggiato.

Se avevamo bisogno di una contro prova, di cosa cioè significhi non illuminare la vita dell’uomo con la luce di Cristo, l’abbiamo purtroppo trovata poche ore dopo il nostro ritorno a casa con il massacro di Parigi: una cosa non umana.

La  dura realtà ci ha portato subito con i piedi per terra. L’impegno per un uomo nuovo va continuamente perseguito. Il male non ha vinto 2000 anni fa, crocifiggendo Gesù; non vincerà neppure oggi, uccidendo (bestemmiando) nel nome di Dio. Anche allora, come oggi, gli uomini pensavano di rendere lode a Dio mandando sul patibolo l’uomo Gesù. Ma, ed è qui la nostra certezza, la nostra speranza, la nostra forza, il male ha fermato Gesù per solo tre giorni.

I delegati diocesani sono disponibili a portare la loro esperienza. Telefonando allo 0421.270269, verranno comunicati i numeri telefonici degli interessati.

Listener

2 novembre – Commemorazione dei defunti

Preghiere per i defunti

Dunque, una volta per tutte, ti viene proposto un breve precetto: ama e fa ciò che vuoi. Se tu taci, taci per amore: se tu parli, parla per amore; se tu correggi, correggi per amore; se tu perdoni, perdona per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene. (sant’Agostino )

-O Signore, accorda a N… il riposo che hai preparato per i Santi. Io l’amavo e non lo lascerò finché per le preghiere non sarà ricevuto lassù, sul monte santo di Dio, dove lo chiamano i cari che l’anno preceduto. (sant’Ambrogio)