17 novembre 2019- “LA SPERANZA DEI POVERI NON SARÀ MAI DELUSA”

17 novembre  2019-  “LA SPERANZA DEI POVERI NON SARÀ MAI DELUSA” Salmo 9, 19

E’ questo il messaggio della III Giornata mondiale dei Poveri, che papa Francesco ci offre prendendola dal versetto 19 del salmo 9. C’è un passo del vangelo dove Gesù ci ricorda che i poveri li avremmo sempre con noi.

Hélder Câmara vescovo brasiliano del quale è in corso la causa per la beatificazione usava dire: “La Chiesa mi ha ordinato Vescovo, i poveri mi hanno convertito al Vangelo”.

Colei che ha assunto come programma di vita servire i più poveri dei poveri e ha fondato su di esso il lavoro della sua congregazione è Madre Teresa di Calcutta ora dichiarata Santa. Raccontando da dove le era derivata questa attenzione – Madre Teresa – ci ha lasciato alcune bellissime testimonianze dell’educazione ricevuta in famiglia.

Ricordava: “La regola sulla quale si fonda l’accoglienza albanese è: “La casa è di Dio e dell’ospite”; mentre i simboli sono tre: pane, sale e cuore.” Ebbene, Madre Teresa farà di questa regola e di questi simboli la sua ragione di vita. Ogni dimora che aprirà sarà la casa di Dio e, di conseguenza, la casa dove ospiterà, sfamerà, disseterà, curerà i poveri, che definiva suoi “fratelli ospiti”. Il suo pane non sarà soltanto quello di farina, ma soprattutto quello di Gesù Eucaristia, sorgente della sua forza. Il suo sale sarà il gusto per la vita, attinto alla fonte della fede, immensa, dirompente, straripante. In ultimo, il cuore, cioè l’amore. Ancora oggi, fra il popolo albanese esiste questa usanza: quando si offre qualcosa a qualcuno si usa la mano destra per porgere, mentre la mano sinistra viene tenuta al petto per simboleggiare l’offerta fatta con tutto il cuore. Una tradizione che Madre Teresa assorbì fin nel profondo e porterà fuori dalla propria casa e dai confini albanesi, fino alle strade più abbandonate del mondo. Ricordava ancora: “Quando penso a mia mamma e a mio papà, mi viene sempre in mente, quando alla sera eravamo tutti insieme a pregare (…). Vi posso dare un solo consiglio: che al più presto torniate a pregare insieme, perché la famiglia che non prega insieme non può vivere insieme. E non abbiamo mai avuto così bisogno di pregare insieme come oggi. Penso che tutte le difficoltà del mondo abbiano origine dal fatto che non diamo tempo ai bambini, alla preghiera e alla vita insieme. Tutte le crisi del mondo vengono da questo: i genitori sono così presi dal lavoro, che non hanno tempo per i figli. I figli sono soli e non hanno dialogo con i genitori.” Ricordava anche: “Il mio papà spesso mi dava del denaro, o cibo o vestiti, e mi diceva: “Vai da quella famiglia. Non farti notare. Se trovi la porta o la finestra aperta, lascia il nostro aiuto e scappa”. Io ho fatto tante volte questo lavoro. Mio padre voleva aiutare, ma non farsi notare, facendo quello che dice il Vangelo: “Quando fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la tua destra, affinché la tua elemosina rimanga in segreto; e il Padre tuo che vede nel segreto, ti darà la ricompensa”. Ricordava con commozione: “Quando manifestai il desiderio di donare a Dio la mia vita facendomi missionaria, mia madre era contraria, non voleva perdermi, ma alla fine disse: “Va bene, figlia mia, va’, ma sta’ attenta di essere soltanto di Dio e di Cristo”. Un giorno mi avrebbe chiesto: “Figlia mia, sei vissuta soltanto per Dio?”. Tutti a casa abbiamo pregato insieme perchè mantenessi fede a questa promessa.

La felice intuizione del Papa nell’indire questa Giornata mondiale dei Poveri è un forte richiamo a vivere nella concretezza la nostra fede cristiana e nel manifestarla con gioia nella certezza che la speranza dei poveri non andrà mai delusa, dice il Signore.

don Natale