24 novembre 2019-PER UN AVVENTO DI “SANTA NOSTALGIA”

Con questa domenica – Solennità di Cristo Re – si conclude l’anno liturgico e ci prepariamo a iniziare l’Avvento.  Come la grande comunità cristiana si prepara a vivere la grazia di questo tempo propizio che è l’Avvento, così si preparano anche le parrocchie della nostra Unità Pastorale concordiese. Quest’anno vorrei aggiungere un modo particolare di vivere l’Avvento, dicendo che ci prepariamo a viverlo con “santa nostalgia”.

Prima di tutto per i bambini, in queste domeniche di Avvento essi saranno chiamati a vivere con una “santa nostalgia” la celebrazione della Santa Messa. Durante la prima parte della Messa – cioè l’annuncio della Parola di Dio – i bambini, aiutati dai loro catechisti, lasceranno l’assemblea e cercheranno di accogliere, a loro misura, la bellezza della Parola che la liturgia ci dona cercando di capire che in essa c’è il racconto della grande “nostalgia” che Gesù ha per noi e per questo è venuto in mezzo a noi per incontrarci e per salvarci. All’offertorio essi si uniranno di nuovo all’Assemblea per celebrare insieme la memoria della Pasqua della settimana.

Per gli adulti i 4 martedì di Avvento – a cominciare dal martedì 26 novembre dalle ore 20,30 alle 21,30 – ci sarà la possibilità di una sosta per rivivere in noi la “santa nostalgia” dell’incontro con il Signore. Dopo la presentazione di un passo del Vangelo guidato da don Federico, ci sarà uno spazio di silenzio e adorazione per un personale incontro con Gesù nell’Eucaristia e con la possibilità di accostarsi al sacramento del perdono.

Per gli anziani e i malati durante il periodo dell’Avvento noi sacerdoti faremo visita alle loro famiglie per un saluto e per chi lo desidera anche per la confessione e la comunione natalizia. Una persona diceva: “Ades che non puossi vignì in cesa, come che sinti sunà e campane, me se strins el cuor e me ven quasi voia de piandi”. E’ una “santa nostalgia” di sofferenza e a questo proposito vi invitiamo a comunicare in canonica eventuali richieste di persone che desiderano la nostra visita anche per andare incontro alla loro “santa nostalgia” nel tempo della sofferenza.

Per le famiglie l’invito è a riservare almeno un angolo della casa per costruire il presepe.  Il presepe è un segno bello, semplice e comprensibile del grande mistero dell’Incarnazione di Gesù. Gesù infatti è venuto tra noi a cercarci per donarci la bella notizia che Dio ci ama e desidera che tutti, proprio tutti, siano salvi.  Forse il segno del presepe potrà rinnovare almeno un po’ la “nostalgia” della nostra infanzia e chissà che per essa non arrivi anche la “santa nostalgia” di Dio.

Avrei anche da rivolgere un pensiero per i giovani.  Probabilmente essi non leggeranno questo foglio e comunque voglio assicurare loro che le nostre comunità hanno una sincera “nostalgia” di loro. Noi adulti ci rendiamo conto che, da tempo ormai, non siamo più capaci di incrociare i vostri percorsi. Che facciamo molta fatica ad ascoltarvi con verità per cui la nostra relazione e il nostro dialogo con voi, quando c’è, è fatto tra sordi. Non riusciamo a capire quali siano i valori, i progetti, le aspettative, e forse le “nostalgie” che abitano i vostri sogni. Proviamo ora anche a promettervi che cercheremo di guardarvi con occhi liberi da pregiudizi, che nutriremo la nostra attesa di pazienza vigilante per essere disponibili, quando verrà il tempo, a riprendere a camminare insieme. Vogliamo però non perdere né la speranza né la fede che abbiamo ricevuto dai nostri vecchi per essere pronti a rendere ragione anche a voi – ma non a parole con i fatti – che essere cristiani e seguire il Signore riempie e da significato e bellezza alla nostra vita. E nell’attesa possiamo pregare perché il Signore faccia nuove cose per noi e per voi quando a lui piacerà e come vorrà.

Buon Avvento a tutti, con tanta “santa nostalgia” nell’amore del Signore che viene tra noi.

don Natale