22 dicembre 2019 LETTERA A GESU’ BAMBINO

22 dicembre 2019   LETTERA A GESU’ BAMBINO

Caro Gesù Bambino, sono il parroco dell’Unità Pastorale Concordiese e da poco più di un anno sono ritornato a vivere, ma con una grossa responsabilità in più, a Concordia, paese dove sono nato e dove ho passato gli anni della mia fanciullezza. Ho pensato di scriverti una lettera in prossimità del Santo Natale. Prima di tutto ti voglio ringraziare perché ho trovato a Concordia, sia pure in forme diverse da un tempo, ancora fede e testimonianze concrete di carità e di solidarietà nella nostra gente. Sono sempre meravigliato delle sorprese che i concordiesi sanno inventare per stare insieme, che poi si concludono inevitabilmente almeno con uno spuntino sempre abbondante. Per quanto riguarda poi la solidarietà di fronte alle avversità, come per esempio durante le esondazioni a causa delle piogge del mese di novembre, c’è sempre una risposta positiva, guidata dalla efficiente Protezione Civile e dallo slancio operativo del volontariato. Concordia mantiene un volto di solidarietà e di convivenza civile positiva ed efficace. Una lettera a Gesù Bambino contiene anche dei desideri, dei sogni che voglio qui esprimere.

Sogno una Comunità che ritrovi la centralità del riferimento in te, Signore Gesù. Non c’è infatti povertà peggiore che vivere come se tu, Signore, non esistessi, dimenticandoci che Tu Gesù sei venuto su questa terra a cercarci perché ci vuoi tutti salvi, noi abbiamo bisogno di Te.

Sogno che nelle nostre famiglie ci sia amore vero, comprensione e aiuto vicendevole. Tante famiglie hanno al loro interno gravi ferite e vivono situazioni di grande sofferenza. Ti prego, Gesù Bambino: fa’ rifiorire in questi giorni almeno un po’ di pace, perché si lascino da parte contrasti e confitti e ci si guardi con occhi buoni.

Sogno, Gesù Bambino, dei giovani attivi e generosi, sogno che l’Oratorio ritorni ad essere punto di riferimento e di aggregazione e che le iniziative trovino gioiosa rispondenza nei ragazzi e nelle loro famiglie. E sogno che giovani e adulti abbiano un lavoro, siano più contenti, più impegnati sui valori positivi della vita, per crescere insieme e costruire insieme un mondo dove sia bello vivere.

Sogno, ed è un sogno grande Gesù Bambino, Concordia piena di bambini come una volta. Vedo invece poche carrozzine di bambini in giro, perché purtroppo anche Concordia è stata contaminata dalla piaga della denatalità; un paese dove non nascono bambini è un paese triste e senza speranza, ed è destinato a finire.

Sogno e ti raccomando poi i tanti nostri anziani, si è vero in genere sono curati e tenuti bene, ma non basta c’è anche per loro bisogno di un po’ di compagnia e di qualcuno che li stia ad ascoltare: abbiamo tanto da imparare dalla loro esperienza. E sogno che loro continuino a pregare per tutti, come quella signora che mi raccontava che lei si sveglia alle 4.30 del mattino e la prima cosa che fa, mentre aspetta di alzarsi, recita un rosario per tutti. Che bello! Ogni giorno noi concordiesi, quando inizia la giornata, siamo già preceduti dalla preghiera di un’anziana concordiese che prega per tutti.

Sogno che tu Gesù Bambino continui a chiamare operai per la tua messe, perché il raccolto è abbondante ma mancano gli operai e fa che chi è chiamato a seguirti, nella via del sacerdozio o della vita consacrata sia maschile che femminile, sappia dire con gioia “eccomi”.

Par ultin: nee fieste se sint de pì quande che el mancia qualchi dun,

Gesù Bambin, staghe Ti visin e iutene ancia noi a iessi visin

perché nissun el dì de Nadal el a da sintisi sol,

proprio nel dì che Te so vignut a trovane par stà con noi:

Ti te so l’Emanuel “el Signor con noiatri”.

Grazie per tut el bene che te ne vuol e

par iessi nassut come tutti i putei del mondo, ma pì puaret e te na staa.

     Auguri!!!

don Natale