6 agosto – aggiornamenti sul restauro della Cappella dei Santi Martiri

Restauro della Cappella dei Santi Martiri. I lavori proseguono e, come ci si può aspettare, ci sono delle sorprese come sempre quando si mette mano ad una cosa antica. Un piccolo chiarimento. Siamo consapevoli che non erano questi i giorni più idonei per lavorare (caldo e feste), ma non potevamo prima. Trovare gli sponsor non è stato semplice e facile. E soprattutto trovare una impalcatura gratis (è più facile in questo periodo).  Tanto meno non si poteva incominciare più tardi i lavori, con il rischio di non finire per il 17 ottobre…             Portiamo pazienza!

3 agosto – nomine del vescovo e notizie sui sacerdoti della parrocchia

Don Iosif e don Giulio, saranno assenti durante il mese di agosto, auguriamo a loro buone vacanze in famiglia. Don Armando è ritornato in servizio a Teson.

Don Umberto si è trasferito nella casa del clero di san Vito, continuiamo a ringraziarlo a sentirlo uno di noi. C’è un articolo su Famiglia Cristiana…

Don Eugenio, della diocesi di Iasi, è venuto a darci una mano fino ai primi di settembre. Grazie per la disponibilità.

Don Davide, diacono, resterà con noi ancora poche settimane, poi inizierà il suo servizio in Seminario come educatore nel Seminario minore. Avremo modo di esprimergli la nostra stima e riconoscenza.

Trasferimenti e nuovi incarichi

Don Roberto Stefanon è stato nominato Parroco di S. Giovanni Polcenigo: auguri!

Don Giuseppe Grillo, è il nuovo parroco di sant’Andrea e di Sant’Agnese di Portogruaro. Gli diamo il benvenuto! E’ stato vicario parrocchiale per 5 anni a Concordia Sag. Lo sosteniamo con le preghiere e l’incoraggiamento.

Mons. Pietro Cesco, da giovane pensionato, continuerà a svolgere il suo ministero sacerdotale come collaboratore pastorale nell’unità pastorale di Spilimbergo.

Mons. Orioldo Marson, che tante volte ci ha onorato della sua presenza, soprattutto a Sindacale, rimanendo Vicario Generale, è diventato anche Parroco di Vallenoncello di Pordenone: tanti auguri.

Andrea Barachino,  è il nuovo direttore di Caritas diocesana.

Ci sono altri novità che trovate sul settimanale Il Popolo e alle porte delle chiese.

3 agosto – Omelia del Cardinale Leonardo Sandri

Omelia del Cardinale Leonardo Sandri

Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali

nel Pontificale per la Solennità di Santo Stefano (nel ritrovamento delle reliquie) Concattedrale di Concordia, giovedì 3 agosto 2017 A.D.

 

Eccellenza Reverendissima, Mons. Giuseppe Pellegrini, Vescovo di questa diocesi,

Eccellenza Mons. Ovidio Poletto, Vescovo Emerito,

Distinte Autorità,

Reverendi Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Seminaristi,

Sorelle e fratelli nel Signore!

 

  1. 1. Ringrazio il Vescovo Giuseppe per l’invito ad essere qui con voi oggi, per celebrare insieme la festa patronale di questa Concattedrale e dell’intera Diocesi di Concordia-Pordenone. Lo Spirito del Signore ci ha chiamato a spezzare il pane della Parola e del Corpo e del Sangue di Cristo, facendo memoria del ritrovamento delle reliquie del protomartire Stefano. Questa festa ci porta col cuore e con la mente nella terra di Gesù, a pochi chilometri da Gerusalemme, ove gli studi archeologici hanno ormai definito con un alto grado di sicurezza dove fosse la sepoltura di Stefano, nel luogo ora chiamato Bet Jemal, l’antico Kfargamla. La radice di entrambe le denominazioni richiama il nome di Gamaliele, fariseo maestro di San Paolo, uomo giusto che fa riflettere i membri del Sinedrio dinanzi alla predicazione degli apostoli: egli si rivela uomo libero, non legato a correnti e schieramenti, che scruta attentamente la Parola di Dio e cerca soltanto la Sua volontà. Dice loro: “Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio” (At 5, 39). La sua sapienza non è soltanto la profonda conoscenza dei testi sacri e delle dottrine, ma il lasciarsi educare da esse: Dio non è una formula del passato, esiste, è il vivente, e mantiene la sua promessa, un giorno manderà il Suo Messia secondo il suo disegno, non secondo quello che progettiamo noi uomini religiosi. Lascia aperta la porta del cuore e della vita all’irrompere dell’agire di Dio. Non per nulla alcune tradizioni più tarde raffigurano Gamaliele raccogliere insieme a Nicodemo il corpo di Stefano, facendosi dunque compagno di questi nel venire progressivamente alla luce di Cristo: insieme, sempre secondo una tradizione apocrifa, avrebbero ricevuto il Battesimo. Di fatto, l’episodio del ritrovamento delle reliquie descritto dal presbitero Luciano, parla di una apparizione in cui sono citati i corpi non soltanto di Stefano, ma appunto, tra gli altri, di Gamaliele e Nicodemo. Onorare dunque il patrono della Diocesi accompagnato dalla testimonianza di Gamaliele ci interroga sul nostro essere uomini e donne – e mi rivolgo in particolare a noi Vescovi, sacerdoti, religiosi, ma anche alle religiose e consacrate qui presenti – sulla nostra capacità di mantenere aperta la vita all’agire di Dio, radicati e fondati sulla meditazione attenta della Parola, amandola negli spazi di silenzio che è necessario ritrovare nella frenesia degli adempimenti della vita pastorale, amandola nel nostro cuore e ripetendola nel nostro intimo. “Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce sul mio cammino”: sono certo in particolare che i passi che muoveranno il Vescovo Giuseppe nell’imminente inizio della Visita Pastorale siano un aiuto per tutte le comunità per rileggere il proprio cammino, la propria storia, a partire dalla Parola di Dio, memori e grati per il passato, attenti a discernere i segni del tempo presente, colmi di speranza per il futuro che viene da Dio e dalla nostra risposta a Lui che ci chiama ad essere annunciatori della gioia evangelica. Il modo di Gamaliele di leggere la vicenda degli apostoli davanti al Sinedrio, ci insegni anche ad avere una simpatia per tutti coloro che, apparentemente fuori dalla cerchia delle nostre comunità, sono cercatori di Dio e con le loro domande ci aiutano a scoprirlo nel segreto del nostro quotidiano. Penso nella mia esperienza con simpatia e commozione all’incontro con un profugo siriano, in un campo di raccolta nel sud del Libano, poco dopo l’inizio del conflitto, che mi prese per mano e mi condusse tra il fango al limitare della sua tenda: lui, musulmano, voleva che io benedicessi in nome di Dio i suoi tre figli che erano ciechi dalla nascita. Mi ha chiesto di essere me stesso e di dargli quello che potevo dargli come “uomo di Dio”: la sua benedizione.

2.Proprio a Bet Gemal campeggia nella chiesa affidata ai padri Salesiani un grande immagine del Crocifisso, con le parole “Padre, perdona loro”. Esse fanno eco all’espressione di Stefano che abbiamo appena ascoltato: “Non imputare loro questo peccato”, che seguono immediatamente il suo affidamento “Signore Gesù, accogli il mio spirito”. Solo un animo completamente abbandonato a Dio può continuare a fare sgorgare dal suo cuore il balsamo del perdono, che giunge ad abbracciare i nemici e i persecutori. Attingendo forza dalle “viscere di misericordia” – come cantiamo ogni mattina nel Benedictus – anche la nostra vita vince la propria sterilità e diventa capace di generare vita, restituendo all’altro la propria dignità grazie al perdono che siamo in grado di offrire. Vorremmo chiedere l’intercessione di santo Stefano quest’oggi, perchè ciascuno di noi anzitutto per se stesso accolga l’invito di Paolo “Lasciatevi riconciliare con Dio”, e verifichi quali ambiti della propria vita debbono essere posti sotto la luce del suo perdono: quelli in cui dobbiamo trovare il coraggio di chiederlo per noi stessi, e quelli in cui magari abbiamo ritardato per troppo tempo il donarlo a qualcuno che da noi lo attende, e magari non se lo merita, ma il Signore mette al bando ogni forma di rancore. Preghiamo in particolare per la Terra Santa: non lontano dal luogo dove furono ritrovate le reliquie del santo patrono Stefano, ora corre una parte del muro di separazione tristemente famoso. Sappiamo quanto i nostri fratelli ebrei ed arabi, che pure condividono il richiamo alla “viscere di misericordia di Dio – Rahamim” –  Onnipotente e Misericordioso, abbiamo bisogno di superare se stessi, creando le condizioni per il disarmo dei cuori, per una pace giusta e duratura.

  1. Un’ultima realtà sulla quale vorrei riflettere con voi quest’oggi è tratta dalla pagina del Vangelo proclamata: il Signore non nasconde che il mysterium iniquitatis si scatenerà anche contro i suoi discepoli, tentando di soffocare in loro il Verbo della vita che essi proclamano: “vi consegneranno ai tribunali.. il fratello farà morire il fratello.. sarete odiati da tutti per causa mia..”. La parola decisiva è però quella che dichiara che la perseveranza, la fedeltà al Signore giungerà a rendere manifesta in noi e davanti agli altri la salvezza, che è appunto la comunione presente ed eterna con Lui. Come spesso ricorda Papa Francesco, queste parole non descrivono un passato lontano, ma ritraggono il travaglio anche del mondo odierno, segnato in tante parti, e in special modo nel Vicino e Medio Oriente, da episodi di persecuzione di fratelli e sorelle che lì vivono la loro fede nel Signore da due millenni. Se il Concilio Vaticano II li ha chiamati i “testimoni viventi della Resurrezione”, cinquant’anni dopo ci accorgiamo che quella parola “testimoni” recupera nell’oggi la dimensione antica di una testimonianza-martyria, che giunge sino all’effusione del sangue. Penso ai fratelli dell’Iraq, incominciando dal Vescovo Raho di Mosul, da padre Ragheed Ghanni, sino ai sacerdoti, ai bambini e agli altri fedeli della cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso. Ma se pensiamo bene, potremo andare con il cuore a molti altri.. Perchè la memoria del martire Stefano sia viva tra noi, e diventi seme fecondo che fa germogliare anche questa Chiesa di Dio che è in Concordia-Pordenone, vi affido due parole. La prima, tratta da un riflessione di Padre Cristian de Cherge, Priore del Monastero di Tibhirine, ucciso insieme a sei confratelli nel 1996: “Tra l’avere e il potere, tra una maggioranza e una minoranza, come tra il pessimismo e l’ottimismo, la fede ci dice che, qui e là, c’è posto per un “terzo mondo” inedito, quella della speranza.. Più la speranza è immensa, meglio percepisce istintivamente che potrà compiersi solo investendosi risolutamente in una lunga pazienza con sè, con l’altro, con Dio stesso. E’ giorno per giorno che dovrà mantenersi, per vivere. Ogni piccolo gesto le serve per dirsi. Siamo segnati, gli uni e gli altri, dalla chiamata di un aldilà, ma la logica prioritaria di questo aldilà è che si può far meglio tra noi, oggi, insieme. Un mondo nuovo è in gestazione, e a noi spetta di lasciarne presentire l’anima”. Chiediamo la grazia di essere uomini e donne di speranza, che fanno trasparire questa luce che Dio ha posto nel nostro cuore. Ci aiuti Maria Santissima, la Madre di Dio, che ha visto crescere la prima comunità apostolica di Gerusalemme anche attraverso il martirio di Santo Stefano. Ripeto oggi insieme a voi, nel giorno in cui si è soliti ricevere le nuove destinazioni per i presbiteri di questa diocesi, la preghiera di don Andrea Santoro, ucciso come testimone del Vangelo a Trabzon, in Turchia, nel 2006:

“Signore, vieni, prendi il rotolo della mia vita, aprilo, dissigillalo, penetrane il mistero, il segreto, l’enigma, le oscurità, le contraddizioni, il peccato, gli aneliti, i desideri, le aspirazioni… Vieni, fanne un disegno sapiente, una realizzazione santa. Tu immolato per me: sei l’unico che può farlo. A te consegno la mia vita… non piango più, perchè Qualcuno c’è che può abbracciare, leggere, costruire il disegno della mia vita, salvarlo, liberarlo”. Così sia.

10 luglio – inizia il torneo di palo

Da oggi, lunedì 10, inizia il Torneo di Palo, 25^ edizione! Occasione di sport e di divertimento, per i giovani, nell’ambito di una struttura formativa come l’Oratorio santo Stefano.

9 luglio – Santo Stefano si avvicina

Santo Stefano, la Festa e le feste

Mi piace tenere il punto. La festa è sempre stata occasione di feste. Non si è mai celebrato il santo solo in chiesa. Un tempo, per esempio, era la sagra del mondo agricolo: tutti abbiamo visto delle foto con il sagrato pieno di vacche e di tori e qualcuno ancora se lo ricorda per averlo vissuto personalmente. La gente dei campi si ritrovava e mostrava o comperava i frutti delle proprie fatiche. Le celebrazioni in chiesa erano il momento culminante, ma non unico, per ritrovarsi. Ancora oggi, la festa di santo Stefano attira tanti soggetti e tante imprese e attività economiche. Dalle giostre alle bancarelle di dolci, dai trattori alle mostre di artisti locali.

A me spetta il compito di aiutare a non dimenticare il protagonista che dà senso alle feste e al nostro ritrovarci: santo Stefano, titolare della cattedrale e patrono della diocesi, che richiama e rammenta la forza sempre attuale della testimonianza cristiana.

Celebriamo quindi con vera gioia la festa di Santo Stefano, che scatena sempre di più tante feste e occasioni di incontro, senza tuttavia mai dimenticare il vero motivo di tante feste.

Ogni anno porta con sé delle sottolineature nuove. L’anno scorso eravamo nel pieno del Giubileo della Misericordia. Quest’anno viviamo la vigilia di un grande avvenimento per la nostra comunità e per tutta la diocesi: infatti, il 17 ottobre il vescovo Pellegrini avvierà la causa di beatificazione di un “Parroco” (in verità, Vicario spirituale, perché il Parroco era il Capitolo della Cattedrale) di Concordia: Celso Costantini. È previsto anche l’arrivo di una quarantina di religiosi cinesi, membri della congregazione da lui fondata quando era Nunzio in Cina.

Per meglio porre l’accento su questo avvenimento storico ed ecclesiale abbiamo preparato un mostra su Costantini che sarà esposta in sala Rufino. In quest’ottica, non è casuale che, insieme alla mostra che ricorda il Parroco-artista, ci siano una trentina di pittori concordiesi che espongono le loro opere.

Inoltre, per onorare come si conviene don Celso, a Concordia dal 1904 al 1917, restaureremo gli affreschi e le tele del soffitto della cupola della cappella dei santi Martiri, da lui particolarmente amata, per riportarle alla loro bellezza originale.

Infine, non è un caso che sarà con noi a presiedere la celebrazione del 3 agosto, su invito del nostro vescovo, il card. Leonardo Sandri. Il card. Sandri è Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Orientale, nato a Buenos Aires (Argentina). I suoi genitori sono emigrati in Argentina da Ala, un paese della provincia di Trento e la famiglia Sandri è originaria di Lubiara di Caprino Veronese.

Al termine delle celebrazioni, il 12 agosto proporremo, in collaborazione con la Pro Loco di Concordia, il recital “Io conto su Dio” presentato dai frati cappuccini, che l’anno scorso ci avevano appassionati con un altro recital, suscitando grande successo di pubblico e di gradimento.

Tanti, dunque, sono i motivi per ringraziare il Signore per la testimonianza di santo Stefano e di tutti coloro che, come lui, continuano a credere nella fortuna di essere cristiani.

 

Mons. Livio Corazza

Parroco di Concordia, Teson e Sindacale

9 luglio – pubblicati gli orari catechismo 2017-2018

Parrocchia santo Stefano

anno catechistico 2017 – 2018

Ai Genitori dei ragazzi/e di catechismo dalla seconda elementare alla terza media

 

Carissimi genitori dei ragazzi/e di catechismo, anche quest’anno vi comunichiamo gli orari di catechismo con molto anticipo.

L’esperienza degli anni scorsi ci induce a confermare la scelta di tenere gli incontri di catechismo per la stessa classe nello stesso giorno, nella stessa ora e nello stesso luogo.

Lo ricordiamo soprattutto ai nuovi, comprendiamo i disagi per alcuni di voi, ma abbiamo toccato con mano le buone opportunità che questa decisione ha offerto al percorso catechistico e alla formazione alla fede dei vostri figli.

Due vantaggi emergono in modo consistente: mettendo i ragazzi insieme possiamo proporre dei momenti di formazione comuni (preghiere, confessioni, vie crucis, rosario…) e lanciare dei temi unitari. Inoltre, possiamo sostituire più facilmente un catechista in caso di necessità.

Ulteriore vantaggio che deriva dall’unire i gruppi classe è che  favoriamo anche la conoscenza e l’integrazione tra coloro che frequentano differenti plessi scolastici.

In molti casi i gruppi di catechismo non coincidono con le classi scolastiche…

Se ci sono problemi particolari potete comunque parlarne personalmente con il Parroco o i collaboratori.

Il Parroco e i catechisti

 

Tutti gli incontri di catechismo si tengono in Oratorio:

Seconda elementare   VENERDÌ Orario:  16.30 – 17.30

 

Terza elementare  GIOVEDÌ Orario: 16.30– 17.30

 

Quarta elementare LUNEDÌ Orario: 16.30 – 17-30

 

Quinta  elementare MARTEDÌ Orario: 16.30 – 17.30

 

Prima media MERCOLEDÌ Orario: 14.30 – 15.30

 

Seconda media  MARTEDÌ Orario: 14.30 – 15.30

 

Terza media       LUNEDÌ Orario: 14.30 – 15.30

Viste le esperienze degli anni scorsi gli orari non subiranno variazioni

7 maggio – Prime comunioni a Teson

santa messa ore 10.00. Prima comunione di : Fabio Anese, Davide Bellotto, Vittoria Bortolozzo, Christian De Lucca, Irene Geromin, Marcello Ronchese.  Accompagniamoli con la preghiera e … l’esempio.