23 dicembre 2018- E’ IL NATALE DEL SIGNORE GESÙ E ANCHE NOSTRO SE LO VOGLIAMO

E’ IL NATALE DEL SIGNORE GESÙ
E ANCHE NOSTRO SE LO VOGLIAMO

Carissimi è il primo Natale che celebro insieme a voi dopo tanti anni: facciamo festa perché la nostra vita è illuminata dalla presenza del Signore Gesù che si è fatto uomo per salvarci.

Andando per le famiglie, incontrando i nostri anziani e le persone malate, ho avuto testimonianze di quanto il Natale con l’annuncio che il Signore viene in mezzo a noi, trovi presenza di gioia e di festa nel cuore delle persone costrette dalla malattia o dall’anzianità a rimanere nelle loro case. Una di esse, con un dolce sorriso a conclusione della preghiera e dopo aver ricevuto la S. Comunione, ha usato una immagine bellissima per descrivere la gioia di questo incontro, dicendo: ”Sono contentissima! La presenza di Gesù “me ga verto el cuor”.

Si dirà che oggi la vita è diventata molto più complessa e ingarbugliata, che non c’è tempo non solo per le relazioni con gli altri, ma non c’è tempo neanche per se stessi e purtroppo neanche per il Signore…

Eppure io credo che se per un attimo riusciamo a fermarci, se per qualche momento abbandoniamo pensieri e preoccupazioni contingenti, sono sicuro che riaffiorano dal profondo della nostra vita la nostalgia di qualcuno e di qualcosa di grande e bello, riaffiora in noi anche un desiderio di tenerezza e un bisogno di innocenza e di pulito che possa dare valore e significato alla nostra stanca esistenza. E quello che in maniera elegante e poetica scriveva sant’Agostino: “Ci hai fatti per Te, Signore, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in Te”.

Mi sono chiesto quale regalo potremmo farci per un Natale cristiano e ne ho trovati tre: ognuno veda poi quello che più gli può essere utile.

Il primo: un po’ di silenzio (se non sai dove trovarlo entra in una chiesa) fermati lì e cerca di ritrovare un po’ di pace in te stesso, vedi cosa stai facendo della tua vita e dove stai orientando la tua esistenza. Se sei sincero questo ti aiuterà a ricominciare a vivere la tua fede e fare veramente Natale.

Il secondo: ascolta un canto natalizio o un pezzo di buona musica; sarà una buona medicina per disintossicarti dalla vita agitata che facciamo e ci aiuterà a ritrovare quello che diceva padre David Maria Turoldo nella poesia sul Natale: “Ma quando facevo il pastore allora ero certo del tuo Natale. I campi bianchi di brina, i campi rotti dal gracidio dei corvi… Io portavo le pecore fino al sagrato e sapevo d’essere uomo vero del tuo regale presepio”. E forse anche tu potrai rimetterti in cammino senza vergogna come i pastori per andare a incontrare Gesù, anzi per lasciarti incontrare da Gesù.
In fine il terzo: è assaporare il profumo del muschio ancora umido. E’ il ricordo bello dei tempi in cui si andava a raccoglierlo lungo i fossi o nelle zone all’ombra e nel raccoglierlo le mani si gelavano ma eravamo contenti perché potevamo con esso allestire il nostro presepe perché senza muschio non è un vero presepe e con esso l’incanto della nascita di Gesù nella umiltà e nella povertà diventa anche solidarietà e condivisione con chi è nel bisogno e nella necessità. Allora è vero anche il Natale
Ecco volevo con questi doni, mentre ritorno con ricordo commosso a quando ero bambino qui a Concordia, ricordarci che il Natale è fatto anche di tenerezza e di affetto, di calore di famiglia riunita e in pace e sì anche di una preghiera così come ce la ricordiamo ma ancora meglio fatta con le parole nostre che ci vengono dal cuore e allora in essa fiorirà sommessa e sincera anche una richiesta di perdono al Signore per essere stati lontani per vie di tristezza e di cattiveria e ora finalmente sentiamo il bisogno di ritrovare il sentiero di casa anzi il desiderio “de torna a cjasa” in quella povera grotta dove da sempre (forse da qualche Natale o più) ci aspetta il Salvatore del mondo: Gesù Bambino per fare festa con noi per il nostro ritorno.
Don Natale

I Consigli pastorali di Concordia, Sindacale e Teson, le Suore della Provvidenza, tutti i collaboratori pastorali, Don Natale, don Enrico, don Sergio, don Federico, don Nicolas e don Davide, vi augurano un
Buon Natale di Gesù!