23 giugno 2019- Sacro cuore di Gesù: tradizione da non perdere

Sacro cuore di Gesù: tradizione da non perdere

Tra le tradizioni che ricordo della mia infanzia qui a Concordia – e la ricordo con commozione e affetto – c’è quella del Sacro Cuore di Gesù. Il primo venerdì di ogni mese c’era in casa un rito che si ripeteva con puntualità. La mamma prendeva il bicchiere che era posto davanti al quadro del Sacro Cuore di Gesù, posto sopra la “credenza”, lo riempiva fino a metà di acqua e poi aggiungeva dell’olio fino all’orlo. Tirava poi fuori da un astuccio un “aggeggio” tutto particolare: era un galleggiante in alluminio con alla base tre piedini di sughero che lo tenevano sollevato sopra l’olio e in mezzo aveva una “animetta”  un piccolo stoppino che attingeva olio e così, acceso, diventava un lumicino che faceva luce fino a che non si consumava  tutto l’olio. La piccola luce illuminava il quadro del Sacro Cuore, che raffigurava Gesù che con sguardo benevolo offriva il suo Cuore sormontato da una croce e circondato dalle spine.  Al mattino quando ci alzavano, prima di fare colazione, venivamo richiamati a volgere il nostro sguardo al quadro e a recitare, dopo aver fatto il segno della croce, la preghiera: “Dolce Cuor del mio Gesù fa’ che io t’ami sempre più, dolce Cuore di Maria siate la salvezza dell’anima mia”.

Cresciuto ho voluto conoscere un po’ di più su questa tradizione  e devozione popolare, cui la mamma teneva molto. Le origini di questa devozione si collegano fino all’inizio del cristianesimo, ma venne consolidata e assegnata per tutta la Chiesa da Papa Pio IX nel 1856. Questo Papa ha reso universale la devozione che S. Margherita Maria Alacoque, una suora francese, aveva ricevuto in una della manifestazioni mistiche, in cui Gesù le si era presentato in atto di emanare dalle piaghe della sua passione e, in modo particolare, dalla ferita del cuore, una luce bellissima e fortissima. In quella visione Gesù le aveva chiesto che i primi venerdì del mese si adorasse il suo Sacro Cuore, segno umano del suo amore per l’umanità, con la partecipazione alla Santa Messa e ricevendo la Santa Comunione, anche in riparazione dei peccati degli uomini. Da qui la bella tradizione dei primi venerdì del mese che ancora “tengono” nelle nostre parrocchie. La festa poi del Sacro Cuore di Gesù è stata fissata il venerdì dopo la festa del Corpus Domini.

Anche qui a Concordia è viva questa tradizione e voglio ricordare con riconoscenza la bella consuetudine che impegna un gruppo di cristiani: il primo venerdì dalle ore 15,00 fino alle 18,30 si adora  Gesù Eucaristia davanti al quadro del Sacro Cuore illuminato da un lume. In parrocchia, alle Gardissere c’è un capitello fatto edificare dalle sorelle Luigia e Amabile Mior, che protegge  la statua del Sacro Cuore. Il capitello è posto lì, al limitare dei campi, come benedizione e protezione delle persone e  di tutto il lavoro nelle campagne. La popolazione della zona e chi lo desidera è invitato  ogni anno a partecipare alla celebrazione della santa Messa che quest’anno sarà venerdì 28 giugno alle ore 19,00.

Tradizioni e devozioni popolari sono una ricchezza da conservare perché in esse si nascondono, come perle preziose, sentimenti di fede autentica, di speranza genuina e di carità operosa. Siamo riconoscenti a tutti coloro che si adoperano per tenere vive queste sane tradizioni cristiane (ricordo ancora meravigliato e riconoscente la bella e numerosissima presenza alla celebrazione per Sant’Antonio al capitello in via F. Bandiera) esse fanno parte di quella eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati e che siamo tenuti a trasmettere alle nuove generazioni nella speranza che, insieme al calore popolare, sappiano soprattutto cogliere la genuinità della fede del popolo cristiano.                                                                                                                            

Don Natale