12 gennaio 2020-UN PO’ COME PER IL PREZZEMOLO…

Nelle vecchie, ma sempre significative, preghiere di un tempo c’era la preghiera del “Ti Adoro”.  Che cominciava così: “Ti adoro mio Dio e ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato e fatto cristiano…”. Si ringraziava così il Signore, all’inizio di ogni giornata, per il dono del Battesimo attraverso il quale siamo diventati cristiani, chiamati a vivere la bellezza del Vangelo portato da Gesù. Nella Chiesa Cattolica si è poi deciso che i sacramenti del Battesimo e della Confermazione (Cresima) siano distanziati, in modo da seguire per la Confermazione un percorso di catechesi specifico. Purtroppo questa attenzione lodevole non ha sempre portato i frutti sperati, tanto che sembra che la Cresima segni un “addio” per i ragazzi alla partecipazione della comunità cristiana.

A questo proposito circola una barzelletta. Si dice che un parroco si lamentasse con il proprio Vescovo perché il sotto-tetto della chiesa era invaso dai colombi, che vi andavano a fare il nido con tutte le conseguenze che si possono immaginare.  Il povero parroco aveva tentato con tutti i mezzi per fermarne la presenza ma con risultati nulli. Il Vescovo, un po’ burlone, se ne uscì con questa soluzione: “Conosco un metodo infallibile per allontanarli dalla Chiesa, diamo anche ai colombi la Cresima e vedrai che non si faranno più vedere in chiesa”. E’ un modo, un po’ dissacrante, di dire quello che spesso succede nelle parrocchie: i ragazzi dopo la Cresima spariscono dalla partecipazione alla vita della Chiesa. Certo ci sono, fortunatamente, delle eccezioni che sono belle ma rimangono sempre eccezioni.

Nella vita di fede bisogna fare affidamento all’insegnamento del Signore che ci richiama alla pazienza dell’agricoltore. Per spiegarmi la virtù della pazienza e della fiducia in Dio, un nonno, esperto contadino, mi diceva: “Se semini l’insalata in pochi giorni ne puoi mangiare già il primo pasto, se semini il prezzemolo devi avere la pazienza di 20 e più giorni prima di vedere spuntare qualche germoglio. Importante però è seminare”. Così anche per i nostri cresimandi importante è seminare e qui devo ringraziare don Enrico, il diacono don Daniele e i catechisti che con grande fantasia e inventiva continuano a seminare la Parola di Dio e belle esperienze di vita cristiana nei cresimandi.

Poi, ecco, noi adulti dobbiamo, prima di tutto avere fiducia nella forza del Seme, che non è data da noi ma dalla presenza dello Spirito Santo che è Signore e dà vita (Vivificante). La potenza infatti è sua, ma spetta a noi, genitori, catechisti, ragazzi e comunità l’impegno nel preparare il terreno per accogliere la semina. La seconda cosa poi la pazienza. A volte vogliamo fare in tempo rapido quello che ha bisogno di tempo per maturare. Importante invece è avviare “processi-cammini”, il che implica aspettare, avere pazienza, come Dio che ha pazienza con ognuno di noi perché ci muoviamo a conversione e quanta pazienza deve avere il Signore con noi, ma lui non si stanca mai di avere pazienza. Infine sempre dobbiamo chiedere nella preghiera, che è come la pioggia per la terra, che il Signore faccia crescere e portare a maturazione i Semi della vita cristiana in noi. Mentre auguro ai nostri cresimandi di prepararsi per essere terreno pronto per accogliere i Semi che vengono loro donati chiedo a tutti noi:

Fiducia nel seminare.

Pazienza dell’amore nell’aspettare.

Preghiera perché il Signore faccia crescere i Semi.

Un po’ come per il prezzemolo.

don Natale