28 GIUGNO 2020 –“LA MARE DE SAN PIERO”–

21 GIUGNO 2020 –“LA MARE DE SAN PIERO”

La settimana attorno al 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, viene chiamata la settimana “de la mare de San Piero”. I nostri vecchi avevano infatti osservato che in questo periodo era facile che ci fossero temporali improvvisi e molto forti, come anche folate burrascose di vento e devastanti tempestate. Così com’è descritto dal parroco di allora, don Osvaldo Moretti, nelle cronache di Concordia:“Oggi 2 luglio 1870, fu una grandine così desolatrice in Concordia da non lasciare neppure una foglia sopra gli alberi; le viti spogliate e macerate come pure gli altri vegetabili (sic), le biade troncate con tutti gli altri legumi, così da non conoscere il luogo dove erano germinati. Il frumento era per buona parte già raccolto. Questo giorno sacro alla Visitazione di Maria a santa Elisabetta, il Signore ci ha visitati”. Da quell’evento disastroso la popolazione di Concordia ha fatto il voto che passa sotto il titolo di “Madonna del tempeston” e che da 150 anni si ripete ogni anno proprio il 2 di luglio con la processione della Madonna dalla Cattedrale alla chiesa della Tavella.

Se questi agenti atmosferici si sono sempre verificati, è però sotto gli occhi di tutti il fatto che la cupidigia egoistica di noi uomini in questi ultimi anni ha contribuito a deteriorare di molto le condizioni del nostro pianeta tanto da esigere un allarme generale a prendersi cura del creato allarme che ha trovato puntuale preoccupazione nella Chiesa e che ha spinto Papa Francesco a scrivere, per la prima volta nella storia, una enciclica sulla salvaguardia della creazione dal titolo: Laudato si’. A cinque anni dalla sua pubblicazione il Papa ha indetto un anno di preghiera e di riflessione sull’enciclica, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno. Dio ci ha creato per la comunione, per la fraternità, e ora, nella pandemia, più che mai si è dimostrata illusoria la pretesa di puntare tutto su se stessi, di porre l’individualismo alla base della società. Ma stiamo attenti! Appena passata l’emergenza, è facile ricadere in questa illusione. “Invito tutte le persone di buona volontà – ha aggiunto Francesco – ad aderire per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili”. Un anno che invita a un “periodo di più intensa orazione e azione a beneficio della casa comune”, “per riabituarci a pregare”, “per riflettere sui nostri stili di vita”, “per intraprendere azioni profetiche, invocando scelte coraggiose”. Ci sono delle decisioni da prendere in perfetta sintonia con l’impegno costante del Papa, fedele portavoce del grido di sofferenza della Terra, dei più poveri e dei migranti. Tanto da coniare – proprio nella sua Laudato si’ – la definizione di ecologia integrale, riferendosi a un approccio verso la natura, che non prescinda mai dall’aspetto umano, sociale e culturale. Un approccio che è diventato il suo  “modo di operare” in questi anni così delicati per gli equilibri ambientali e che il Papa ha portato avanti attraverso gesti concreti e simbolici, come quando lo abbiamo visto parlare di ambiente con Fidel Castroregalare la sua enciclica a Donald Trump e convocare un sinodo a impatto zero per difendere il futuro dell’Amazzonia.   

Per accompagnare questo anno speciale dedicato alla cura del pianeta, il Papa ha scritto una preghiera invitando tutti a recitarla. Eccola:

Dio amorevole, Creatore del cielo, della terra e di tutto ciò che contengono.

Apri le nostre menti e tocca i nostri cuori, affinché possiamo essere parte del creato, tuo dono.

Sii presente ai bisognosi in questi tempi difficili, specialmente i più poveri e i più vulnerabili.

Aiutaci a mostrare solidarietà creativa nell’affrontare le conseguenze

 di questa pandemia globale.

Rendici coraggiosi nell’abbracciare i cambiamenti rivolti alla ricerca del bene comune.

Ora più che mai, che possiamo sentire di essere tutti interconnessi e interdipendenti.

Fai in modo che riusciamo ad ascoltare e rispondere al grido della terra e al grido dei poveri.

Possano le sofferenze attuali essere i dolori del parto di un mondo più fraterno e sostenibile.

Sotto lo sguardo amorevole di Maria Ausiliatrice, ti preghiamo per Cristo Nostro Signore. Amen.

don Natale