26 dicembre – 70° di padre Giuseppe Vignandel

Il 26 dicembre, festa del patrono santo Stefano, la comunità di Concordia, alla presenza del vescoco Giuseppo Pellegrini, si stringerà attorno a padre Giuseppe Vignandel per ricordare i 70 anni anni dalla professione perpetua e ringraziare la Provvidenza delle vocazioni nate e sviluppatesi all’ombra della catterale.

Giuseppe Vignandel, di Antonio e Amabile Furlanis, nacque a Concordia Sagittaria, in Via Stretta, il 17 agosto 1921, terz’ultimo di 17 figli. Le scuole Elementari le fece a Concordia.

In seguito, seguendo l’esempio di un altro suo fratello, Fratel Antonio, 10 anni più vecchio di lui, nel 1932 entrò nel noviziato degli Stimmatini alla SS.ma Trinità di Verona e poi, nel 1938, ad Affi di Cavaion (Vr). Pronunciò la prima professione un anno dopo e la professione perpetua  nel 1943. L’Ordinazione sacerdotale avvenne il 7 luglio 1945.

I 68 anni di Ministero sacerdotale li passò in diverse comunità stimmatine d’Italia: 2 anni come Vice Parroco ad Antrodoco (Rieti), 11 anni a Rieti (scuola e collegio),  4 anni come Vice – parroco a Milano nella Parrocchia di San Leone Magno, poi a Parma (collegio), Trento, Ferrara, Udine e Gemona. Fu sempre attivo nell’insegnamento, nel dopo scuola, nella predicazione, nel canto liturgico (corale!!) e in tanti lavori pratici, consoni con la sua indole e talento.

Dalla sua esperienza a Milano in poi, fino a pochissimi anni fa,  fu sempre coinvolto nella costruzione e nella conduzione della casa al mare degli Stimmatini a Caorle (Ve), casa che gli sta ancora nel cuore e che amministrò con grande amore, impegno, sacrificio e soprattutto con competenza e professionalità.

Don Giuseppe oggi ha 92 anni e vive a Gemona. Svolge una vita serena di meritato riposo, portando con tanta pazienza la croce della  sofferenza, anche se non vuol stare con le mani in mano: appena può scende nel giardino a zappare, pulire, piantare e trapiantare. Vuole rendersi utile anche nel ministero di fine settimana: al sabato sera a Gleseute e la domenica mattina a Maniaglia, nella periferia di Gemona del Friuli (Ud) , dove celebra, magari aiutato e sostenuto da alcuni laici impegnati, ma con energia fa sempre la sua l’omelia.

Assieme a P. Giuseppe, che ha saputo incarnare il carisma di San Gaspare Bettoni nell’impegno verso la formazione dei ragazzi, la comunità di Concordia rivolge al Padre la preghiera di renderci tutti testimoni consapevoli dell’amore e della grazia che Dio riversa in particolare sui piccoli e sui giovani.

Quarta domenica di Avvento – aggiungi un posto a tavola per il bene comune

Avvento di fraternità 2013
Aggiungi un posto a tavola per il bene comune
 

Questa settimana preghiamo per la pace nella nostra comunità. Preghiamo per il lavoro, per la concordia nelle istituzioni, per il miglioramento nei rapporti fra vicini di casa… non basta che stia bene io, è necessario che tutti stiano bene. Se mi impegno per la crescita umana della società, anche la mia famiglia ne giova. Non basta educare i propri figli dentro le mura di casa se poi fuori di casa, a scuola, ricevono insegnamenti contrastanti …

Chi non vuole la pace per tutti, non la vuole in realtà, nemmeno per se stesso.

 

Confessioni

Qualcuno può dirmi: “No, Padre, io ne ho fatte tante… Sono un gran peccatore, una grande peccatrice… Io non posso rincominciare da capo!”. Sbagli! Tu puoi ricominciare da capo! Perché? Perché Lui ti aspetta, Lui è vicino a te, Lui ti ama, Lui è misericordioso, Lui ti perdona, Lui ti dà la forza di ricominciare da capo! A tutti! Allora siamo capaci di riaprire gli occhi, di superare tristezza e pianto e intonare un canto nuovo. E questa gioia vera rimane anche nella prova, anche nella sofferenza, perché non è una gioia superficiale, ma scende nel profondo della persona che si affida a Dio e confida in Lui.

(Papa Francesco all’Angelus del 15 dicembre 2013)

 

ORARI DELLE CONFESSIONI

CONCORDIA

  • Ogni lunedì mattina in cattedrale.
  • Ogni sabato dalle 15.00 alle 18.30.
  • Per i ragazzi del catechismo: nella settimana dal 15 al 22, in orario di catechismo
  • Venerdì 20 dicembre ore 20.30 in cattedrale confessione comunitaria al termine degli esercizi spirituali
  • La Vigilia di Natale dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 20.00

 

TESON

  • Per i ragazzi: negli orari di catechismo
  • Ogni sabato: confessioni dalle 15.00 alle 18.00
  • La Vigilia di Natale dalle 15.00 alle ore 18.00

 

SINDACALE

  • Per i ragazzi: negli orari di catechismo.
  • Ogni sabato: confessioni dalle 15.00 alle 18.00
  • La Vigilia di Natale dalle ore 15.00 alle ore 18.00

20 dicembre: esercizi spirituali “Dio si è fatto popolo”

Parrocchie di CONCORDIA SAGITTARIA

Santo Stefano, San Pio X, San Giuseppe operaio

ESERCIZI SPIRITUALI IN PARROCCHIA

 AVVENTO 2013

 

 “E venne ad abitare in mezzo a noi”

Meditazioni di don Federico Zanetti

 

Cattedrale, venerdì 20 dicembre 2013

Terzo giorno: Dio si è fatto popolo.

Introduzione. Gesù Cristo, Figlio di Dio, ha operato la vicinanza tra le genti, intorno al Vangelo. Facendosi carne come noi, è stato in grado di portare pace tra i vicini e i lontani, di dare spazio a un uomo nuovo in pace con Dio. Ci ha invitato a costituire un corpo, un edificio, sulla pietra angolare che è Cristo Gesù, che ci insegna la collaborazione, la generosità e il sacrificio, per dare vita a comunità forti della sua presenza.

 INNO di Papa Paolo VI

(a cori alterni: voci femminili e voci maschili)

1. Vieni in me, Spirito di Dio: illumina la mia vita con la sapienza del Vangelo. 2. Vieni in me, Spirito di Dio: infondi nel mio cuore l’amore per la pace e la giustizia
1. Viene in me, Spirito di Dio: fa’ che sia fedele agli impegni presi e forte nel superare le difficoltà. 2. Vieni in me, Spirito di Dio: donami coraggio nella verità che rende limpidi e sinceri.
1. Vieni in me, Spirito di Dio: dammi la forza di perdonare e di fare opere di pace. 2. Vieni in me, Spirito di Dio: liberami dalla schiavitù delle cose e aprimi alla donazione e all’amore.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini (2,13-22)

13Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. 14Egli infatti è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.

15Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia.

17Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini.

18Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.

19Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 20edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. 21In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

 

Meditazione di don Federico Zanetti

 

Traccia per la meditazione personale:

– Ti senti in pace con Dio e con gli altri? Riesci a immaginare Gesù come la tua pace?

– Che cosa vuol dire per te essere “familiare”, parte della famiglia di Dio?

– Riesci a percepire la bellezza e l’entusiasmo per la Chiesa quando riesci a percepire la ricchezza e la radicalità di altri fratelli cristiani. Vivi la partecipazione alla comunità parrocchiale con questo spirito e questa pienezza?

 

Adorazione eucaristica

 

Testi per aiutarci a riflettere e a pregare:

Santa Maria, Vergine dell’attesa, donaci del tuo olio  perché le nostre lampade si spengono.

Vedi: le riserve si sono consumate. Non ci mandare ad altri venditori, riaccendi nelle nostre anime gli antichi fervori che ci bruciavano dentro, quando bastava un nonnulla per farci trasalire di gioia.

Santa Maria,Vergine dell’attesa, donaci un anima vigilare.

Sentinella del mattino, ridestaci nel cuore la passione di giovani annunci da portare al mondo, che si sente già vecchio. Portaci finalmente arpa e cetra, perché con te mattiniera possiamo svegliare l’aurora.

Facci capire che non basta accogliere: bisogna attendere. Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. Attendere è sempre segno di speranza. Rendici, perciò, ministri dell’attesa. E il Signore che viene, Vergine dell’attesa, ci sorprenda, anche per la tua materna complicità, con la lampada in mano.                                                         

+ Tonino Bello

 

Signore, abbiamo bisogno di te.

È Natale, di nuovo. È Natale ogni giorno se sapremo leggere questo periodo come attesa per riscoprire la nostra identità di uomini e di cristiani; la nostra spiritualità di figli di Dio; la nostra verità di custodi di un messaggio di salvezza; la nostra realtà di battezzati nella Chiesa e per la Chiesa.

Signore, abbiamo bisogno di te.

19 dicembre: esercizi spirituali “Dio si è fatto figlio”

Parrocchie di CONCORDIA SAGITTARIA

Santo Stefano, San Pio X, San Giuseppe operaio

ESERCIZI SPIRITUALI IN PARROCCHIA

 AVVENTO 2013

 

 “E venne ad abitare in mezzo a noi”

Meditazioni di don Federico Zanetti

 

Cattedrale, giovedì 19 dicembre 2013

Secondo giorno:  Dio si è fatto figlio.

Introduzione. Gesù ha voluto nascere in una famiglia, non scendere già maturo dal cielo. La famiglia è il luogo preferito in cui l’amore di Dio si manifesta. Gesù quindi può allontanarsi dall’Amore di Dio in cielo solo se può inserirsi nell’amore di una famiglia. Nelle nostre famiglie si può fare spazio a Dio senza doversi impegnare troppo.

 

Una preghiera per disporre il nostro cuore (a due cori)

1.Signore, Gesù, è vero:

tante volte noi siamo

dei viaggiatori distratti.

Passiamo davanti a tante cose belle

e non ce ne accorgiamo

2.Apri i nostri occhi

e donaci la gioia

di scorgere i segni

della tua presenza

 

1.Apri i nostri occhi

e donaci la possibilità

di scoprire il bene, ogni bene,

e di farlo conoscere a tutti.

 

2.Gesù, è vero:

tante volte non siamo capaci

di vedere il molto bene

che c’è attorno a noi.

Ci lasciamo impressionare

solo dalle notizie brutte

che ci danno i giornali e la televisione.

1.Apri i nostri occhi

e donaci il filo

che tiene insieme

le molte perle

che ci hai regalato.

Signore Gesù, è vero:

tante volte perdiamo la memoria.

 

2.Così non ci ricordiamo

di tutto quello che tu hai fatto

per noi, per la nostra felicità.

Quante volte ci hai fatto

sentire il tuo amore.

sperimentare la tua misericordia,

gustare il sapore della solidarietà.

  Dal vangelo secondo Luca ( 2,33-40 )

33In quel tempo, al tempio di Gerusalemme, il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. 34Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione 35– e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

36C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuele, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, 37era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. 38Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore – Lode a Te o Cristo

 

Meditazione di don Federico Zanetti

Traccia per la meditazione personale:

Gesù può soprav-vivere nei suoi primi passi solo grazie alla sua famiglia. Le nostre famiglie riescono ad offrire sostegno a coloro che amano? Si trova nelle nostre case qualcuno capace di accompagnare ascoltando, dando tempo agli altri?

– La famiglia è l’unico modo di crescere in santità e grazia. Quali sono i valori base della tua famiglia?

– C’è bisogno che nelle comunità cristiane si senta meglio l’importanza della comunità famigliare. Come fare per collaborare?

 

 Adorazione eucaristica

 

Testi per aiutarci a riflettere e a pregare:

la mangiatoia

Tu, o mio Dio, ti sei fatto carne per dire la tua vicinanza alla nostra umanità, la tua condivisione dei nostri limiti, il tuo voler essere per noi, con e in noi.

Noi crediamo che la mangiatoia risplendente nella notte è il segno del tuo amore per noi e ci sentiamo amati, perdonati, salvati, cercati da te anche stanotte.

Crediamo che ogni uomo di buona volontà può incontrarti nuovamente incontrando così se stesso e gli altri, rendendoti concreta la possibilità de entrare nella sua vita, perché tu, nascendo a Betlemme come un umile bambino nato da Maria, ci hai dato la certezza di tale possibilità.

 

Per la nostra famiglia

O Dio, nostro Padre, ti rendiamo grazie per questa famiglia che ci hai donato. Nell’amore, con cui ogni giorno ci accogliamo, ci aiutiamo, ci perdoniamo, ci offre un’immagine dell’amore con cui tu che hai creato ogni vita e ti prendi cura di ogni uomo. Ti ringraziamo anche per la nostra comunità cristiana, per la parrocchia, per la diocesi, in cui tu rendi presente i segni dell’amore di Gesù: nella Parola, nell’eucaristia, negli esempi di amore fraterno, che la comunità ci offre, la nostra famiglia trova modello e un sostegno per continuare a camminare nell’amore. Ti chiediamo, o Padre, che diventino sempre più intensi i rapporti tra la famiglia e la comunità cristiana.  Ti preghiamo per la Chiesa universale, per il papa. Fa’ che la Chiesa assomigli sempre di più a una famiglia: favorisca l’amicizia fraterna, accolga la collaborazione di tutti, sia attenta a tutti, specialmente alle famiglie senza pace, senza affetto, senza pane, senza lavoro, senza gioia. Fa’ che la nostra famiglia assomigli sempre più alla Chiesa: abbia fede in te, accolga la parola di Gesù così come l’ha accolta Maria sua madre, applichi il vangelo alla vita di ogni giorno, aiuti i figli a rispondere con gioia alla tua chiamata, si apre al dialogo e alla collaborazione con le altre famiglie. Fa’ che la Chiesa e la famiglia siano un’immagine della tua casa, dove tu ci attendi dopo il nostro viaggio terreno.

18 dicembre: esercizi spirituali “Dio si è fatto uno di noi”

Parrocchie di CONCORDIA SAGITTARIA

Santo Stefano, San Pio X, San Giuseppe operaio

ESERCIZI SPIRITUALI IN PARROCCHIA

 AVVENTO 2013

 

 “E venne ad abitare in mezzo a noi”

Meditazioni di don Federico Zanetti

 

Cattedrale, mercoledì 18 dicembre 2013

Primo giorno:  Dio si è fatto uno di noi.

Introduzione. L’incarnazione di Gesù ha reso accessibile e a portata di mano la salvezza, la ricchezza, il senso della vita e della storia. Scopriamo che non è un cieco destino, ma un Padre che ci vuole chiamare Figli. Qualcuno pensa che non sia del tutto un bene che Dio si sia fatto uno di noi: troppa confidenza, poco timore, siamo spinti a impadronircene, a dare più spazio ai bassi istinti… Come facciamo a vedere il Cristo incarnato anche oggi e a seguirlo?

 Salmo 71

 Rit. Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace.

O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia e i tuoi poveri secondo il diritto.

Rit. Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace.

Perché egli libererà il misero che invoca e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero e salvi la vita dei miseri, egli solo compie meraviglie.

Rit. Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele e benedetto il suo nome glorioso per sempre: della sua gloria sia piena tutta la terra. Amen, amen.

 

Dalla lettera ai Galati di san Paolo apostolo ( 4,3-7)

3Fratelli, anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi degli elementi del mondo. 4Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli. 6E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!». 7Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

Parola di Dio

 

Traccia per la meditazione personale:

Riconosci alcune delle schiavitù che ti affliggono?

– Pensa a Gesù, Figlio di Dio, che sottostà ai bisogni della natura umana e perfino alle leggi della sua società. Che cosa può spingerlo a starci così vicino senza guadagnarci niente?

– Quando senti la profonda convinzione che Dio è Padre? – – Quando ti capita di renderti conto che sei erede di Dio?

 

 

Adorazione eucaristica

 

 

O Spirito, facci “vedere Dio in tutte le cose”

Ci vuole uno sguardo libero e allenato
per lasciarsi sorprendere dalla presenza di Dio
dentro la vita di tutti gli uomini,
presenza che ama e che guida ogni storia. 

O Spirito, facci “vedere Dio in tutte le cose”

Ci vuole una parola che passa per la nostra carne
per aiutare chi incontriamo a riconoscere
che Dio è la perla preziosa,
colui che abita le nostre gioie e fatiche e speranze,
colui che cammina passo passo con noi.

O Spirito, facci “vedere Dio in tutte le cose”

 

 

LA STELLA DELLA SPERANZA

Donaci o Padre, di accogliere il tuo Figlio che nasce per noi con la semplicità dei pastori, con gioia di Maria, con l’umiltà di Giuseppe, con l’attenzione e la ricerca dei magi, con l’amore con cui i primi e le prime credenti lo hanno accolto, perché anche nella nostra vita il miracolo del Natale si rinnovi e splenda su di noi la stella della speranza della beata immortalità che oggi ci è stata rivelata e che si manifesterà un giorno al termine di questa nostra storia, quanto tutto riceverà il suo senso e ogni cosa avrà il suo posto e la sua pienezza nella gioia del regno di Dio.

15 dicembre 2013 – 3ª DOMENICA DI AVVENTO

Dal vangelo secondo Matteo (Mt 11, 2-11)

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

 

Riflettiamo:

I dubbi di Giovanni sono ragionevoli: Gesù non è come lui se l’immaginava.

Ha annunciato colui che viene a fare giustizia, una scure minacciosa posta alla radice degli alberi che non portano frutti buoni. E gli riferiscono invece che Gesù pratica le case dei pubblicani, ne ha scelto addirittura uno tra i suoi collaboratori più stretti. 

Ha evocato castighi terribili che colpiranno coloro che non hanno deciso di cambiare vita. E gli dicono che Gesù parla di misericordia e di perdono da parte di Dio. Non minaccia, ma piuttosto si propone come il Messia umile, povero, tanto da sembrare addirittura debole, fragile.

Ora che Giovanni è in prigione e la sua vita potrebbe terminare da un momento all’altro non è di poco conto quello che vuole sapere. Si è sbagliato o ha visto giusto riguardo a Gesù? È lui l’Atteso, l’Inviato, oppure bisogna aspettarne un altro? Ha fatto bene ad indicare in lui l’Agnello di Dio oppure si è ingannato e ha finito coll’indurre anche altri in errore?

Sulla sua missione Giovanni ha investito tutto, ha giocato la sua vita. Se ha commesso un errore del genere è un poco come aver buttato via inutilmente la sua esistenza. Tante fatiche inutili, tanti rischi corsi invano…

Diciamolo con franchezza: i dubbi di Giovanni, tutto sommato, ci inteneriscono, ci commuovono. Quest’uomo che non ha avuto paura di nulla e di nessuno, che ha osato alzare la voce contro farisei e capi di sacerdoti, addirittura contro il re Erode Antipa, quest’uomo tutto d’un pezzo, ora rivela una vistosa incrinatura, un dubbio atroce…

La risposta di Gesù non si fa attendere.

· Al profeta chiede di fidarsi di lui, se non altro di dare credito ai segni che offre. Certo il Messia non è come il Battista se l’era raffigurato. Ma chi può pretendere di imporre a Dio la sua volontà, i suoi gusti? L’Inviato di Dio è una sorpresa, ma una bella sorpresa. Per tutti… anche per il Precursore..

· Del profeta Gesù non manca di tessere un elogio appassionato. Un profeta? No, Giovanni è “più di un profeta”. È il messaggero che prepara la via. È l’uomo che fa da apripista, con tutta la fatica che comporta. E tuttavia rimane, inevitabilmente, sulla soglia del nuovo. Il nuovo, la novità che Gesù annuncia e realizza con i suoi gesti, supera anche lui.

 Un invito scoperto, allora, questa domenica, rivolto ad ognuno di noi.

 Un invito a non congelare Gesù nelle nostre immagini, nei ritratti che ci facciamo di lui. Un invito ad accoglierlo com’è, anche se getta scompiglio nei nostri luoghi comuni e nelle nostre attese. Perché questo è l’unico Gesù autentico, il solo che può offrire salvezza.

  

SII VICINO A NOI, SIGNORE

Sii vicino a noi, Signore,
perché ti aspettiamo con cuore sincero.
A chi si sente tanto fragile e povero
dona la forza e la ricchezza
della tua carità inesauribile.
Vieni, o Signore,
che la tua luce si effonda su chi giace nelle tenebre.

Nell’umiltà della tua carne
hai cancellato il nostro peccato;
ora che sei nella gloria
donaci la gioia del regno.
Accesi dal fuoco del tuo Spirito,
i nostri cuori siano pervasi dal desiderio
di risplendere come luci festose alla tua venuta.

  

PREGHIERE DA DIRE IN FAMIGLIA

Signore, nostro Dio, in Gesù tu hai voluto sorprendere ogni uomo: sorprenderlo col tuo amore, con la tua misericordia, con la tua offerta di salvezza.

Per questo ci rivolgiamo a te, dicendo: Donaci di accogliere il Vangelo!

 1. Per le Chiese: sappiano donare una speranza viva a tutti gli uomini e le donne che incontrano sul loro cammino. Preghiamo…

2. Per la nostra società: dia una risposta concreta alle attese di chi ha bisogno di lavoro e di casa, di cure mediche e di sostegno. Preghiamo…

3. Per gli sposi che non riescono più ad amarsi e a sopportarsi, a dialogare e a comprendersi: cerchino la strada della riconciliazione . Preghiamo…

4. Per tutti quelli che chiudono gli occhi davanti alle situazioni difficili e ai problemi dei colleghi e dei vicini di casa: apri una breccia nella loro coscienza perché escano dal loro egoismo.  Preghiamo…

5. Per i giovani che si interrogano sul loro futuro: non lasciar mancare loro adulti disposti ad accompagnarli sulle vie dell’impegno e della responsabilità. Preghiamo…

Terza domenica di Avvento – Aggiungi un posto a tavola in famiglia

Avvento di fraternità 2014

   Aggiungi un posto a tavola

In Famiglia

Questa settimana non raccogliamo soldi, ma cerchiamo di guardare con più attenzione alle nostre famiglie.

Alla mia famiglia.               

  • Parliamoci di più.
  • Ascoltiamoci di più.
  • Perdoniamoci di più.
  • Sorridiamo di più …

      Gesù è nato in una famiglia.